Trump accusa i democratici di frode elettorale in Alaska
Contesta la candidatura di Mary Peltola e denuncia un omonimo del repubblicano Dan Sullivan
Donald Trump ha accusato i democratici di aver organizzato una frode elettorale in Alaska. Nel mirino dell’ex presidente sono finiti Mary Peltola e Dan Sullivan, candidato omonimo del repubblicano.
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L’accusa contro Peltola
In un messaggio pubblicato sul social Truth, Trump ha sostenuto che a Peltola non dovrebbe essere permesso di candidarsi. Secondo la sua ricostruzione, la candidata democratica avrebbe partecipato a un piano per influenzare la competizione elettorale.
«Non credo che a Mary Peltola debba essere consentito di candidarsi», ha scritto Trump, definendo l’operazione una «frode elettorale». L’accusa, riportata senza ulteriori elementi nel messaggio, riguarda anche il comportamento tenuto davanti al tribunale.
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Il caso dell’omonimo
Trump ha poi affermato che i democratici avrebbero individuato un uomo chiamato Dan Sullivan e lo avrebbero fatto comparire sulla scheda elettorale. Il nome coincide con quello del candidato repubblicano.
«Hanno trovato un uomo di nome Dan Sullivan, lo hanno inserito nella scheda elettorale e poi hanno mentito al tribunale, sostenendo di non saperne nulla», ha dichiarato Trump. A suo giudizio, questa versione dei fatti configurerebbe una falsa testimonianza e dovrebbe impedire a Peltola di concorrere, oltre a escludere dalla gara l’altro Dan Sullivan.
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