Netanyahu accusa i Paesi arabi: la sfida è tra destra e Palestina
Il premier israeliano respinge il presunto avvertimento egiziano sull’attacco da Gaza e denuncia un piano straniero contro il suo governo
Benjamin Netanyahu sostiene che dietro le accuse rivolte al suo governo ci sia un tentativo politico di rovesciare la maggioranza di destra. Nel messaggio pubblicato su X, il premier israeliano ha indicato anche alcuni Paesi arabi tra gli attori che, a suo dire, alimenterebbero questa iniziativa.
Netanyahu rilancia lo scontro politico
Secondo il capo del governo israeliano, l’obiettivo sarebbe sostituire l’attuale esecutivo con una coalizione di sinistra. Netanyahu ha riassunto così il confronto elettorale: «o la destra, o la Palestina».
La sua accusa riguarda quelle che definisce «accuse di sangue», considerate parte di una pressione interna e internazionale contro il governo. Nel post, il premier ha parlato di soggetti stranieri e ostili, includendo esplicitamente alcuni Stati arabi.
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Smentito l’allarme attribuito all’Egitto
Netanyahu ha inoltre respinto ancora una volta la ricostruzione secondo cui Abbas Kamel, allora responsabile dell’intelligence egiziana, lo avrebbe contattato nei primi giorni di ottobre 2023 per segnalare un attacco imminente proveniente da Gaza.
La notizia era stata pubblicata dal Wall Street Journal. «Non c'è alcuna verità nella notizia pubblicata sul Wall Street Journal», ha scritto Netanyahu, negando quindi che al governo israeliano fosse arrivato quell’avvertimento prima dell’offensiva.
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