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Attualità 2 min di lettura5 giorni fa

Netanyahu a New York, città blindata e assenza che pesa: il nodo Trump

Il premier israeliano parlerà all’Onu mentre a Manhattan si preparano sit-in e cortei; sullo sfondo, la mancata tappa alla Casa Bianca diventa un segnale politico.

A New York si annuncia una giornata tesa attorno alla visita di Benjamin Netanyahu, atteso all’Onu mentre gruppi di manifestanti si organizzano in più punti della città. Il programma delle proteste, secondo i media statunitensi, dovrebbe toccare sia Bryant Park, nel cuore di Manhattan, sia l’area della sede delle Nazioni Unite a Turtle Bay.

A rendere il quadro ancora più delicato c’è anche il fronte politico interno alla città: Zohran Mamdani, che nei mesi scorsi aveva evocato l’ipotesi di arrestare Netanyahu definendolo un criminale di guerra, ha poi ridimensionato quella posizione. Il sindaco ha chiarito che una simile iniziativa non rientra nelle sue prerogative e, nel frattempo, ha assicurato ai contestatori che il loro diritto a manifestare verrà tutelato.


Le piazze si preparano all’arrivo del premier

La presenza del premier israeliano all’Assemblea generale spinge dunque la mobilitazione in strada. Le manifestazioni sono state annunciate in diversi punti di Manhattan e si concentreranno anche vicino al quartier generale dell’Onu, dove Netanyahu prenderà la parola.

La scelta dei luoghi non è casuale: da un lato c’è Bryant Park, area centrale e molto visibile, dall’altro Turtle Bay, dove si trova la sede delle Nazioni Unite. È lì che le iniziative di protesta dovrebbero incrociare nel modo più diretto la visita del leader israeliano.

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Il segnale politico che pesa su Netanyahu

Accanto alle proteste, un altro dettaglio sta attirando l’attenzione: tra gli appuntamenti in agenda non figura alcun faccia a faccia tra Netanyahu e Donald Trump. L’assenza di un incontro tra i due, a un mese dalle elezioni israeliane, viene letta come un messaggio rilevante sul piano politico.

Secondo Nimrod Goren, presidente di Mitvim, un think-tank israeliano specializzato in politica estera, il mancato colloquio mostrerebbe che Trump intende tenere le distanze dal premier israeliano e rischierebbe di pesare sulla sua campagna. È una valutazione che, come riportato da Reuters on line, si inserisce in un momento già complesso per Netanyahu, tra contestazioni in città e delicati equilibri diplomatici.

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