Nel Regno Unito cala il sipario sui libri di Sally Rooney: il caso
Faber ha fermato la distribuzione delle opere della scrittrice dopo il suo sostegno economico a Palestine Action, dichiarata illegale nel 2025.
Sally Rooney ha ribadito il proprio appoggio a Palestine Action e ha detto di essere pronta ad «accettare le conseguenze» della sua posizione. La dichiarazione è arrivata mentre nel Regno Unito si è aperto un caso che riguarda la vendita delle sue opere e i proventi destinati all’organizzazione.
Negli ultimi tempi l’autrice irlandese aveva inoltre scelto di non prendere parte a festival e incontri pubblici britannici, consapevole dei possibili effetti del suo sostegno. La sua vicenda si inserisce in una presa di posizione politica già manifestata attraverso i libri e le attività editoriali.
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La scrittrice conferma il suo sostegno
Nel romanzo «Dove sei, mondo bello», pubblicato nel 2021, Rooney rifletteva sul contrasto tra la quotidianità e le atrocità che si consumano nel mondo. In precedenza aveva rifiutato di concedere i diritti dell’opera a editori israeliani, aderendo alla campagna internazionale per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni contro Israele e contro le politiche ritenute oppressive verso il popolo palestinese.
La stessa decisione era stata adottata nel 2024, quando è uscito «Intermezzo». L’anno scorso, invece, Rooney aveva annunciato che avrebbe destinato a Palestine Action gli introiti ottenuti dai suoi libri e dagli adattamenti televisivi della Bbc di «Persone normali» e «Parlarne tra amici».
Il nodo della legge britannica
Palestine Action promuove azioni dirette contro aziende e istituzioni considerate legate al sostegno a Israele. Tra le iniziative attribuite al gruppo figurano anche occupazioni e danneggiamenti; per questo, nel 2025, le autorità del Regno Unito lo hanno inserito tra le organizzazioni illegali sulla base della normativa antiterrorismo.
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La legislazione britannica considera reato ricevere denaro con l’intenzione di impiegarlo a sostegno di qualunque forma di terrorismo. È questo il punto che ha reso problematico il trasferimento a Rooney dei ricavi generati dalle vendite dei suoi libri nel Paese.
Faber interrompe le vendite britanniche
Mercoledì 14 ottobre Faber ha comunicato di non poter versare alla scrittrice i guadagni derivanti dal mercato britannico. Di conseguenza, dopo aver raggiunto un accordo con Rooney, la casa editrice ha deciso di fermare la distribuzione delle sue opere nel Regno Unito, in qualunque formato.
La misura riguarda quindi non soltanto le copie cartacee, ma ogni modalità di diffusione prevista dall’editore. La decisione arriva dopo che la scrittrice aveva già limitato la propria presenza agli appuntamenti pubblici britannici e confermato la volontà di non rinunciare al sostegno a Palestine Action.
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