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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Negoziati Ucraina-Russia, Mosca frena Trump e apre all’Europa

Washington annuncia nuovi contatti a breve, ma il Cremlino ridimensiona le attese e chiede che l’Unione Europea partecipi al percorso diplomatico.

L’annuncio di una possibile svolta nei negoziati tra Ucraina e Russia si scontra con la prudenza del Cremlino. Mentre Donald Trump prevede incontri ravvicinati tra le parti, Mosca definisce preliminare il prossimo appuntamento e sostiene che l’Europa debba essere coinvolta direttamente.

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Mosca raffredda l’ottimismo americano

Yuri Ushakov, consigliere di Vladimir Putin, ha indicato il 4 novembre, giorno di una festività nazionale russa, come il momento dopo il quale Mosca sarebbe pronta a tornare al tavolo. L’eventuale riunione tra rappresentanti russi, americani e ucraini, ha spiegato, non dovrebbe però alimentare aspettative eccessive perché avrebbe soprattutto una funzione preparatoria.

Il Cremlino ritiene inoltre che il tentativo statunitense di ottenere da Kiev l’accettazione di un accordo non abbia prodotto finora risultati. Ushakov ha quindi sostenuto che il confronto non possa limitarsi ai rapporti con l’Ucraina: «Bisogna parlare con tutta l’Europa», ha detto, definendo il suo orientamento «di fondamentale importanza» per il futuro delle trattative.


Trump annuncia nuovi contatti

Da parte sua, Trump continua a indicare tempi rapidi per il dialogo. «Avremo colloqui trilaterali con l’Ucraina e la Russia molto presto», ha affermato, aggiungendo di ritenere che entrambi i Paesi siano interessati a un’intesa. Le sue parole arrivano dopo la missione dell’inviato speciale Steve Witkoff a Kiev e Mosca.

I colloqui mediati dagli Stati Uniti potrebbero svolgersi ad Abu Dhabi nelle prossime settimane. Trump ha anche collegato il dossier diplomatico ai rapporti economici con Mosca: la Russia dovrebbe fornire diesel agli Stati Uniti, mentre Washington ha sospeso le sanzioni. Sul tavolo potrebbero finire anche accordi riguardanti il gas dell’Alaska e Lukoil, il grande gruppo energetico russo.

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Kiev chiede garanzie prima del vertice

Volodymyr Zelensky ha confermato la disponibilità dell’Ucraina a partecipare a un confronto tecnico trilaterale, ma ha avvertito che l’eventuale incontro tra i leader dovrebbe avvenire mantenendo strumenti di pressione nei confronti della Russia. In particolare, il presidente ucraino ha escluso l’idea di arrivare al vertice dopo la revoca completa delle sanzioni, lo sblocco dei fondi e la restituzione dei beni congelati.

Secondo Zelensky, i contatti tra gruppi tecnici previsti a novembre dovranno produrre risultati concreti, mentre la conclusione definitiva del conflitto potrà arrivare soltanto con il coinvolgimento dei capi di Stato. Nell’attesa, Kiev propone almeno una tregua sulle infrastrutture energetiche, considerata un passaggio iniziale necessario.


L’Europa entra nel possibile formato

Anche Dmitry Peskov, portavoce di Putin, ha accolto positivamente l’ipotesi di nominare un rappresentante dell’Unione Europea per contribuire alla ricerca di una soluzione. Il sostegno russo sarebbe tuttavia legato alla disponibilità del negoziatore a lavorare davvero per la pace.

Tra i nomi circolati figura quello del presidente finlandese Alexander Stubb. Putin, intanto, è rimasto ai margini del confronto diplomatico e ha rivolto le sue critiche agli Stati europei che attribuiscono a Mosca un ruolo nelle recenti proteste di piazza. Il presidente russo ha collegato quelle manifestazioni agli errori europei nella gestione dell’immigrazione e all’incapacità, a suo giudizio, di affrontare la crisi.

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