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Attualità 1 min di lettura22 set

Naza scuote Israele: perché il documentario è già un caso politico

Nel pieno della campagna elettorale israeliana, il nuovo lavoro di Yuval Abraham e Rachel Szor ha acceso tensioni e domande, dopo il riconoscimento ottenuto a Venezia.

Il documentario Naza, titolo che richiama l’espressione “effetti collaterali”, è entrato nel dibattito israeliano in un momento già segnato da forti tensioni. A firmarlo sono Yuval Abraham e Rachel Szor, gli stessi autori di No Other Land, il film sulle violenze di coloni ed esercito in Cisgiordania premiato con l’Oscar nel 2025.


Venezia lo ha già premiato

La sua corsa internazionale è cominciata alla Mostra di Venezia, dove ha ottenuto il premio speciale della giuria. Da lì, l’attenzione intorno al lavoro dei due registi è cresciuta fino a trasformarlo in un tema capace di incidere anche sul clima politico israeliano.

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Il nodo che divide

Il punto più delicato, però, resta il contesto evocato dal film e il modo in cui viene letto in Israele, soprattutto alla vigilia del voto. Proprio il riferimento al 7 ottobre e alle sue conseguenze rende il documentario una presenza ingombrante nel dibattito pubblico, alimentando interrogativi che vanno oltre il circuito dei festival.

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