Nato, l’allarme di Cavo Dragone: la Russia punta a dividerla
Il vertice dell’Alleanza rilancia il sostegno a Kyiv e annuncia difese più efficaci contro droni, minacce ibride e tentativi di destabilizzazione
La pressione sulla Nato non passa soltanto dal campo di battaglia. Secondo l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, gli alleati sono sottoposti ogni giorno ad azioni ostili condotte sotto la soglia di un conflitto aperto, progettate per verificare la loro capacità di risposta senza esporsi a responsabilità dirette.
Il presidente del comitato militare dell’Alleanza ha invitato anche i più scettici sugli investimenti nella sicurezza a confrontarsi con la storia recente e con gli eventi degli ultimi mesi. A suo giudizio, proprio la distanza tra le lezioni già individuate e quelle realmente applicate misura il peso delle decisioni politiche. Le sue dichiarazioni, pronunciate a Bruxelles, sono state confermate dal suo ufficio stampa.
Le minacce ibride testano gli alleati
Cavo Dragone ha indicato nella propaganda e nella disinformazione strumenti utilizzati per alimentare divisioni interne, soprattutto mentre si avvicinano le campagne elettorali. L’obiettivo attribuito a Mosca sarebbe indebolire la coesione occidentale e ridurre la disponibilità dei Paesi membri a mantenere il sostegno all’Ucraina.
“Gli allarmi, le minacce e le azioni ibride a cui i nostri Paesi sono esposti ogni giorno dovrebbero rappresentare un campanello d’allarme anche per i più scettici”, ha affermato l’ammiraglio. Ha inoltre ricordato che la Nato assicura da 77 anni il quadro di stabilità nel quale i suoi membri hanno potuto svilupparsi e prosperare.
Rutte promette più aiuti a Kyiv
Nello stesso quadro si inserisce la posizione espressa da Mark Rutte durante una conferenza stampa congiunta con il premier lituano Mindaugas Sinkevicius. Il segretario generale della Nato ha respinto l’idea che le pressioni russe stiano producendo risultati: secondo lui, Mosca è in difficoltà sia sul fronte ucraino sia nel tentativo di compromettere l’unità dell’Alleanza.
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“Il nostro messaggio a Mosca è chiaro: faremo di più per l’Ucraina, non di meno”, ha dichiarato Rutte. La guerra resta lontana da una soluzione negoziale e, nel frattempo, il rischio di nuove provocazioni russe continua a essere considerato concreto.
Difesa aerea rafforzata sul fianco est
Rutte ha richiamato anche gli episodi che hanno coinvolto il fianco orientale dell’Alleanza, dove si sono verificati ripetuti sconfinamenti o avvicinamenti di droni. Due settimane prima, caccia italiani impiegati dalla Nato dalla base aerea di Siauliai avevano abbattuto un velivolo senza pilota entrato nello spazio aereo della Lituania. Per il segretario generale, quell’intervento rappresenta un esempio concreto della difesa collettiva.
La Nato sta aggiornando il proprio sistema integrato di protezione aerea e missilistica con una struttura articolata su più livelli. Tra le iniziative citate figura Drone Edge, pensata per rendere il dispositivo più adatto a contrastare i droni, insieme allo sviluppo di soluzioni antidrone meno onerose: l’obiettivo è evitare l’impiego di caccia avanzati contro minacce dal costo contenuto.
L’Alleanza sostiene di voler garantire la difesa di ogni porzione del territorio dei Paesi membri, qualunque sia la direzione della minaccia. Per Rutte, l’evoluzione degli incidenti lungo il confine orientale rende necessario un sistema capace di fronteggiare l’intero spettro delle minacce aeree.
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