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Attualità 1 min di lettura4 ore fa

Nato, cinque aziende scelte per i sistemi anti-drone

La piattaforma consente ai 32 Paesi membri di acquistare o noleggiare tecnologie contro le incursioni dei droni

La Nato ha attivato una piattaforma comune per accelerare l'acquisto di sistemi destinati a contrastare i droni. Il servizio è rivolto ai 32 Paesi dell'Alleanza.

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Come funziona la piattaforma

L'iniziativa permette agli Stati membri di scegliere tra apparati già valutati dall'organizzazione, con possibilità di acquisto oppure di noleggio a lungo termine. Claudio Palestini, responsabile della divisione Innovazione della Nato, ha descritto il meccanismo ai giornalisti: «L'idea è offrire una sorta di esperienza d'acquisto, talvolta definita “di tipo commercio elettronico”, per procurarsi questi sistemi attraverso una procedura molto semplice».

Le soluzioni possono essere impiegate per sorvegliare frontiere e strutture strategiche. Comprendono strumenti per interrompere i segnali, velivoli senza pilota incaricati di intercettare altri droni e sistemi basati anche sull'artiglieria.


Costi e aziende selezionate

Il prezzo delle diverse capacità oscilla tra 1,6 e 25 milioni di euro, secondo le indicazioni dell'Alleanza. La Nato ha esaminato circa 80 proposte prima di individuare le tecnologie considerate più efficienti e convenienti.

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La procedura si è conclusa con la firma di 16 accordi con cinque imprese. Nell'elenco figurano la francese Alta Ares, la tedesca Quantum Systems, le statunitensi Northrop Grumman e Axon e la britannica Osl Technology.


Le incursioni nei Paesi orientali

La nuova offerta arriva dopo l'incremento degli episodi legati alla presenza di droni sul territorio europeo. Lituania, Lettonia ed Estonia, tutte confinanti con la Russia e già appartenute all'Unione Sovietica, segnalano con frequenza violazioni del proprio spazio territoriale.

Eventi analoghi hanno interessato anche Polonia e Romania. Al vertice dell'Aia del 2025, i Paesi alleati avevano stabilito di destinare almeno 40 miliardi di dollari, pari a circa 37 miliardi di euro, in cinque anni al rafforzamento delle difese contro i droni.

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