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Attualità 2 min di lettura2 giorni fa

Mustang, il ricordo di Taricone prende voce nel film di Kasia Smutniak

Alla Festa del Cinema di Roma arriva il documentario nato dai filmati del viaggio in Nepal compiuto nel 2003 da Smutniak e Pietro Taricone.

Il passato di Kasia Smutniak torna sullo schermo attraverso immagini girate con una piccola telecamera in Nepal. Sono le riprese di un viaggio compiuto nel 2003 insieme a Pietro Taricone, quando la loro relazione era appena iniziata, oggi diventate il punto di partenza per il documentario “Mustang”.

A dare voce al racconto sarà Sophie, la figlia della coppia, che ha riscoperto quei materiali a distanza di anni. Il film verrà presentato alla Festa del Cinema di Roma e intreccia memoria familiare, esplorazione e il legame mai interrotto con una terra particolarmente importante per entrambi.


Sophie riapre l’album di famiglia

Il viaggio nel Mustang risale a dodici mesi prima della nascita di Sophie. Smutniak e Taricone decisero di partire quando si conoscevano da poco, portando con sé una videocamera per documentare l’esperienza in una regione del Nepal allora ancora lontana dalla loro vita quotidiana.

Quelle immagini non raccontano soltanto un itinerario. Rappresentano il momento in cui i due costruirono un ricordo destinato a restare centrale nella loro storia e tornarono in Italia con l’idea di rivedere un giorno il Mustang. La rilettura di quel materiale da parte di Sophie ha così permesso di trasformare un archivio privato in un’opera cinematografica.


La promessa rimasta in sospeso

Taricone non ebbe l’opportunità di mantenere quella promessa: l’attore è morto prematuramente nel 2010. Smutniak, invece, dopo la sua scomparsa ha scelto di tornare più volte in quella regione insieme alla figlia, seguendo il filo di un progetto condiviso che non aveva potuto compiersi in coppia.

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Il documentario nasce proprio dall’incontro tra i filmati del passato e quei viaggi successivi. Per Smutniak, anni di spostamenti, lavoro e vita personale confluiscono ora in un film; al centro resta il rapporto con Taricone, ma il racconto passa anche attraverso lo sguardo della loro figlia.


Un film tra memoria e presente

“Mustang” non si limita quindi a recuperare immagini girate molti anni fa. Il documentario mette in relazione ciò che la coppia aveva vissuto nel 2003 con la riscoperta compiuta da Sophie e con il percorso intrapreso da Smutniak dopo la perdita del compagno.

La voce narrante della figlia aggiunge una prospettiva nuova a una vicenda familiare già segnata dal tempo e dall’assenza. Il risultato sarà mostrato alla Festa del Cinema di Roma, dove il pubblico potrà vedere per la prima volta le immagini di quel viaggio e il modo in cui sono state rielaborate dalla regista.

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