Movimento 17 ottobre, i nomi finiscono online: il caso Telegram
Der Einzig sostiene di aver identificato gli amministratori del movimento e pubblica una ricostruzione della sua rete, mentre lo sciopero viene ritirato.
La mobilitazione annunciata dal Movimento 17 ottobre è stata annullata dopo la diffusione online di informazioni sulle persone che avrebbero gestito i suoi canali. Nel frattempo, un gruppo di estrema destra ha pubblicato su Telegram una lista di nominativi attribuiti agli amministratori del movimento, aprendo un caso sulla sicurezza e sull’identità degli organizzatori.
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La protesta si ferma, i nomi circolano
Il Movimento 17 ottobre aveva convocato uno sciopero per oggi, ma ieri ha fatto marcia indietro. La revoca è arrivata mentre in rete iniziavano a circolare dettagli sull’identità di chi avrebbe amministrato il profilo e il gruppo Telegram collegati all’iniziativa.
A diffondere i nominativi è stato Der Einzig, noto anche come TND, che si definisce un fronte intellettuale anticomunista. Sul proprio canale, il gruppo ha sostenuto di aver svolto una verifica per ricostruire la struttura interna del movimento e i legami con altre realtà nate sul web.
Un’identificazione contestata e delicata
La pubblicazione riguarda persone indicate come responsabili degli account del Movimento 17 ottobre. Si tratta di una pratica riconducibile al cosiddetto “doxxing”: la diffusione di dati o informazioni online con l’obiettivo di collegare profili anonimi alle identità reali di chi li gestirebbe.
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Nel materiale rilanciato da Der Einzig, il Movimento viene descritto come «un gruppo terroristico di estrema sinistra creato per organizzare violente rivolte». L’accusa, contenuta nel post del gruppo di estrema destra, non è presentata nel testo come un fatto accertato e viene accompagnata da riferimenti a presunte azioni violente, ai disordini in Francia e alla distruzione di negozi, automobili e sedi comunali.
Da dove nascerebbe il movimento
La ricostruzione pubblicata indica anche una possibile origine del Movimento 17 ottobre. Secondo Der Einzig, alcuni suoi componenti sarebbero arrivati da “Italia in piazza”, un’altra iniziativa online che, sempre stando al messaggio, avrebbe avuto un’impostazione giudicata troppo liberale dal proprietario del nuovo gruppo.
Il movimento avrebbe inoltre una pagina Instagram e un gruppo Telegram privato. Der Einzig ha presentato questa ricostruzione come il risultato di un’indagine sulla rete organizzativa, annunciando anche l’intenzione di concentrarsi in seguito su altri ambienti digitali collegati alla mobilitazione.
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