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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Mortara, la protesta sui pasti porta 9mila euro al Comune

Dopo le polemiche e l’interrogazione parlamentare, il sindaco Fabio Farina cancella il menù ridotto: recuperata una parte dei 33mila euro non versati.

La contestata differenziazione dei pasti nelle scuole di Mortara è già stata archiviata. In circa una settimana, l’amministrazione comunale ha recuperato quasi 9mila euro dei 33mila che risultavano ancora da incassare, mentre le famiglie realmente in difficoltà sono state indirizzate ai servizi sociali.


Il menù ridotto viene cancellato

La decisione di interrompere la misura è arrivata dopo giorni di reazioni contrarie. I bambini delle famiglie con pagamenti arretrati ricevevano un piatto diverso da quello previsto per gli altri alunni, con pasta senza condimento e carne bianca al posto del menù ordinario.

Ora il sindaco Fabio Farina ha annunciato il ritorno alla normalità: «Basta pasto in bianco». Secondo il primo cittadino, chi aveva la possibilità economica di regolarizzare la propria posizione lo ha fatto, mentre i nuclei più fragili sono stati presi in carico dagli operatori sociali. «Quindi ora tutti tornano a mangiare la pasta col pomodoro», ha spiegato, precisando che per gli altri casi il Comune continuerà a chiedere il pagamento con fermezza.


La scelta aveva sollevato molte critiche

L’iniziativa era stata pensata come una forma di pressione indiretta sugli adulti. L’amministrazione sperava che i figli notassero la differenza a tavola e ne parlassero una volta rientrati a casa, così da spingere i genitori a saldare quanto dovuto. Farina aveva inoltre sostenuto che una parte delle morosità fosse legata a dimenticanze, più che a condizioni economiche insostenibili.

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La strategia ha però provocato la contestazione di Cgil, Cisl e Uil, contrarie al coinvolgimento dei minori in una vicenda riguardante i genitori. I sindacati hanno rilevato il rischio di rendere riconoscibile, proprio davanti ai compagni, la situazione finanziaria delle famiglie. Sul caso è stata annunciata anche un’interrogazione parlamentare da Azione: la deputata Elena Bonetti ha accusato il Comune di usare gli alunni come leva nei confronti degli adulti e intendeva interessare il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.


Farina difende il segnale dato

Il sindaco respinge l’accusa di aver voluto discriminare i bambini. «Mi hanno dipinto come un mostro, ma in nessun momento ho pensato di discriminare i bambini o di ricattare i genitori. Semplicemente dovevo dare un segnale», ha dichiarato, rivendicando il risultato ottenuto sul fronte degli incassi.

Farina ha collegato la vicenda al quadro finanziario di Mortara, comune di circa 16mila abitanti. I crediti di dubbia riscossione ammonterebbero a 13 milioni di euro, a fronte di un bilancio annuale vicino ai 18 milioni; tra le somme non recuperate figurano anche multe e imposte. Il sindaco ha distinto la posizione di chi non vuole pagare da quella degli indigenti, che, a suo giudizio, devono essere sostenuti dai servizi pubblici.

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