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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Moro difende la partenza di Flávio Bolsonaro verso gli Usa

L'ex magistrato contesta il provvedimento sui documenti di viaggio, disposto dopo la vittoria elettorale di Lula

Sergio Moro ha giudicato comprensibile la partenza di Flávio Bolsonaro per gli Stati Uniti dopo la sconfitta contro Luiz Inácio Lula da Silva alle elezioni presidenziali brasiliane.

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La critica di Moro

Il senatore, governatore eletto del Paraná ed ex giudice dell'inchiesta anticorruzione Lava Jato, ha contestato la decisione di ritirare i passaporti del candidato dell'opposizione. Moro ha affidato il proprio giudizio a un messaggio pubblicato sui social.

«In che tipo di Paese il candidato dell'opposizione alla presidenza, che ha ottenuto 59 milioni di voti, si vede sequestrare il passaporto il giorno dopo le elezioni? Il Brasile è ancora lontano dalla normalità istituzionale. In questo contesto, è comprensibile che Flávio lasci il Paese», ha scritto l'ex magistrato.


Il ritiro dei documenti

Il provvedimento riguarderebbe sia il passaporto brasiliano sia quello italiano di Flávio Bolsonaro. A firmarlo è stato Alexandre de Moraes, giudice della Corte suprema, appena sette minuti dopo l'annuncio ufficiale della vittoria di Lula.

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Flávio Bolsonaro è sotto indagine per una sospetta operazione di riciclaggio di denaro insieme all'avvocato Willer Tomaz. Moro ha inoltre un passato diretto nel procedimento contro Lula: nel 2018, quando era giudice, lo condannò in un processo successivamente annullato dalla Corte suprema.

Dal 2019 al 2020 Moro aveva ricoperto l'incarico di ministro della Giustizia nel governo guidato da Jair Bolsonaro.

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