Bolsonaro: fuga e tangente frenano il film sul padre
L’indagine del giudice mette in difficoltà il progetto cinematografico pensato per rilanciare la figura di Jair Bolsonaro
Un’indagine giudiziaria ha bloccato il progetto cinematografico Dark Horse, il kolossal dedicato a Jair Bolsonaro e pensato per rilanciare la sua immagine. La vicenda si intreccia con la fuga dell’ex presidente dal Brasile e con una presunta tangente legata alla produzione.
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Il film su Jair Bolsonaro
Nel film, il giovane Jair Bolsonaro dovrebbe essere interpretato da Jim Caviezel, attore noto per Belli e dannati e Paolo, l’apostolo di Cristo. Il materiale promozionale presenta una ricostruzione in bianco e nero, accompagnata da una musica drammatica e dalle urla di una folla.
In una delle scene diffuse nel filmato, Caviezel pronuncia il messaggio attribuito al personaggio: «Agli stranieri, agli ambientalisti, ai pedofili di Hollywood: ho un messaggio per loro. Questo Paese non è il loro. È nostro». La frase viene pronunciata nei panni di un giovane Bolsonaro.
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L’indagine sulla produzione
Il progetto è finito sotto esame per una tangente, mentre il caso giudiziario ha coinvolto un giudice descritto come particolarmente potente. Lo scacco della magistratura ha così compromesso il piano di usare il film per rilanciare la figura del capostipite della famiglia Bolsonaro.
La produzione di Dark Horse avrebbe dovuto sostenere il racconto cinematografico dell’ascesa di Jair Bolsonaro. Il procedimento e le vicende legate alla sua fuga dal Brasile hanno però spostato l’attenzione dal film alle conseguenze giudiziarie che ne accompagnano la realizzazione.
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