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Attualità 1 min di lettura4 giorni fa

Missili su Kiev e Odessa dopo l’Onu: la mossa di Putin

Nella notte tra mercoledì e giovedì le due città ucraine sono finite sotto un pesante bombardamento, con almeno due vittime e un ospedale pediatrico colpito.

L’Ucraina ha passato la notte sotto una nuova ondata di fuoco: in pochi minuti sono arrivati oltre venti missili su Kiev e altri tredici su Odessa. Nel bilancio iniziale figurano almeno due morti e un ospedale pediatrico danneggiato.

L’azione militare è arrivata a distanza di meno di quattro ore dall’intervento di Volodymyr Zelensky all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nel suo discorso, il presidente ucraino aveva definito Vladimir Putin «il paziente zero» della guerra.


L’attacco nella notte

Secondo quanto emerso, i raid hanno colpito le due principali città ucraine quasi in contemporanea, con un volume di missili molto elevato concentrato in pochi minuti. Kiev è stata investita da oltre venti ordigni, mentre su Odessa ne sono stati lanciati tredici.

Tra le strutture finite nel mirino c’è anche un ospedale pediatrico. Il bombardamento ha quindi toccato non solo aree urbane, ma anche un edificio sanitario per bambini, aggravando il conto dei danni.

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La replica dopo il discorso di Zelensky

La tempistica dell’operazione viene letta come una risposta del Cremlino alle parole pronunciate da Zelensky a New York. Il capo di Stato ucraino, parlando all’Onu, aveva attribuito a Putin la responsabilità dell’origine del conflitto con una formula molto dura.

Nel testo del suo intervento, il riferimento al leader russo come «il paziente zero» è arrivato poche ore prima della nuova offensiva. Il collegamento tra i due eventi rende ancora più serrata la sequenza tra il messaggio politico lanciato all’Onu e la reazione militare sul terreno.

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