Minicar, sei aggressioni a Roma: si cerca una seconda banda
Nei telefoni di due minorenni gli investigatori cercano chat, filmati e contatti legati agli episodi di ottobre
L’analisi dei cellulari di due minorenni potrebbe chiarire sei aggressioni commesse a Roma tra il 4 e il 5 ottobre e verificare l’ipotesi di una seconda banda di minicar.
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Le verifiche sui telefoni
La procuratrice Tullia Monteleone ha affidato agli esperti del Nucleo investigativo dei carabinieri l’esame dei dispositivi sequestrati ai ragazzi. Gli investigatori cercano conversazioni, messaggi e possibili collegamenti con altre persone coinvolte o informate sui fatti.
Tra gli elementi da individuare ci sono anche eventuali video delle aggressioni. I filmati potrebbero essere stati registrati durante gli episodi e poi condivisi con amici, oppure utilizzati dai due ragazzi per raccontare o rivendicare quanto accaduto. Le ricerche includono parole come «Iacopini», «attore» e «microcar».
Il dubbio sulla quarta aggressione
Gli episodi finora ricostruiti sono sei, ma soltanto quattro sono stati attribuiti ai due minorenni. Durante gli interrogatori, infatti, entrambi hanno ammesso tre aggressioni e hanno negato di averne compiuta una quarta.
Questa discrepanza apre la possibilità che, negli stessi giorni e nelle zone di Testaccio e Monteverde, fosse presente un’altra minicar. L’esame dei telefoni dovrà quindi verificare se i ragazzi abbiano parlato dell’episodio contestato, se abbiano ricevuto immagini o messaggi e se altre persone possano avere informazioni utili.
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Le aggressioni tra Testaccio e Monteverde
Il 4 ottobre Davide Iacopini stava viaggiando in monopattino a Monteverde Vecchio quando fu colpito da un giovane a bordo di una minicar. L’attore cadde e riportò un grave trauma cranico; dopo due interventi neurochirurgici urgenti fu ricoverato in terapia intensiva al San Camillo di Roma, dove risultava ancora in prognosi riservata.
Il giorno seguente si registrarono altri episodi. Tra le persone ferite figurano una donna di 27 anni che si spostava in bicicletta e uno studente su un monopattino, oltre ad altri passanti colpiti durante la sequenza di aggressioni.
Le accuse ai due ragazzi
I sospetti principali sono un sedicenne e un diciassettenne, individuati anche grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza. Secondo la ricostruzione investigativa, avrebbero agito «per noia».
La Procura per i minorenni li ha denunciati per tentato omicidio, lesioni e percosse. I due sono rimasti in libertà, mentre gli accertamenti digitali dovranno fornire nuovi elementi e contribuire a definire con maggiore precisione le accuse nei loro confronti.
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