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Attualità 2 min di lettura18 min fa

Mini pacchi, il conto sale a 5 euro: la tassa italiana può attendere

Il contributo nazionale da 2 euro sulle spedizioni extra Ue sotto i 150 euro partirà dal 1° gennaio 2027, mentre restano attivi i prelievi europei.

Per chi acquista beni di modico valore fuori dall’Unione europea, il costo complessivo delle misure sui piccoli invii arriverà a 5 euro per spedizione dal 1° novembre. Il contributo italiano da 2 euro, però, non si aggiungerà subito: la sua entrata in vigore è stata rinviata al 1° gennaio 2027.

Il nuovo slittamento è stato inserito nel decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, che contiene anche le risorse destinate al settore dell’autotrasporto. Si tratta del quarto rinvio della misura, con un impatto stimato di 20,4 milioni di euro di minori entrate per ogni mese di sospensione.

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Il prelievo europeo è già operativo

A livello comunitario, la stretta sui pacchi di valore inferiore a 150 euro è già cominciata. Dal 1° luglio si applica un dazio forfettario di 3 euro sui prodotti inclusi in questa fascia e, nei primi due mesi, il flusso delle merci è diminuito quasi del 40%.

Dal 1° novembre è inoltre previsto un ulteriore contributo europeo di 2 euro per la gestione doganale delle spedizioni. Di conseguenza, fino alla fine dell’anno, sugli acquisti extra Ue di piccolo importo resteranno in vigore soltanto i due oneri comunitari, per un totale di 5 euro a pacco.


La tassa italiana cambia ancora data

Il contributo nazionale era stato introdotto dalla legge di Bilancio 2026, con decorrenza iniziale fissata al 1° gennaio. In seguito l’avvio era stato spostato prima a luglio, poi a ottobre e infine al 1° dicembre, data ora superata dal nuovo rinvio.

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Le relazioni tecniche calcolano in 20,4 milioni di euro il gettito perso per ciascun mese di mancata applicazione. Considerando anche dicembre, la somma delle minori entrate supera quindi i 122 milioni di euro rispetto alle stime formulate al momento dell’introduzione della tassa.


Perché il decreto è stato accelerato

Il rinvio e gli stanziamenti per l’autotrasporto erano comparsi nello stesso emendamento del Governo al decreto bollo auto, il Dl 162/2026. La proposta era stata presentata e poi accantonata mercoledì dalla commissione Finanze della Camera.

Per rendere disponibili più rapidamente le risorse alle imprese, il contenuto dell’emendamento è confluito in un articolo del nuovo decreto legge. Questa scelta consente di evitare l’attesa della conversione del decreto bollo auto, il cui termine era previsto entro il 16 novembre, e porta con sé anche lo spostamento della tassa sui mini pacchi.

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