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Attualità 2 min di lettura4 giorni fa

Minacce al gruppo di Dolly Parton: il nipote finisce nel mirino legale

Danny Nozell ha chiesto a Nashville un’ordinanza restrittiva contro Bryan Seaver dopo una serie di messaggi giudicati intimidatori dalla società She’s Alive.

La frattura tra i più stretti collaboratori di Dolly Parton e un membro della sua famiglia si è trasformata in una disputa legale a Nashville. Al centro della vicenda c’è Bryan Seaver, nipote della cantante, contro il quale lo storico manager Danny Nozell ha chiesto un’ordinanza restrittiva.

La mossa è arrivata martedì 22 settembre, una settimana dopo il licenziamento di Seaver da She’s Alive, la società che gestisce le attività e la proprietà di Parton e che fa capo proprio a Nozell. Secondo quanto riferito dai legali dell’azienda, la decisione sarebbe stata presa dopo mesi di tensione maturati intorno a una serie di messaggi considerati allarmanti.


La società parla di minacce e pressione

Nella ricostruzione fornita dagli avvocati di She’s Alive, Seaver avrebbe avviato una campagna fatta di minacce, intimidazioni e pressioni. Il comportamento contestato risalirebbe alle settimane precedenti la scomparsa di Dolly Parton e, sempre secondo la società, avrebbe coinvolto persone molto vicine alla struttura organizzativa della cantante.

Tra i destinatari ci sarebbero stati dipendenti, consulenti legali e partner commerciali. È questo il quadro che ha portato Nozell a rivolgersi al tribunale, chiedendo una misura restrittiva nei confronti del nipote dell’artista.

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I messaggi che hanno fatto scattare l’allarme

Uno dei passaggi ritenuti più gravi è la frase che Seaver avrebbe scritto in un messaggio: “Tutti devono preoccuparsi di quello che potrei fare”. Un’altra comunicazione, ancora più inquietante, lo vede descriversi con parole estreme: “Non sono una persona che si occupa di intrattenimento. Sono un assassino”.

Il caso nasce in un contesto già delicato, perché Seaver aveva lavorato per la società che per vent’anni, negli ultimi anni di vita dell’artista, ha fornito servizi di sicurezza a Parton. Dopo la rottura con She’s Alive, la vicenda è passata dal piano interno a quello giudiziario, con la richiesta formale di protezione presentata a Nashville.

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