Milei contro l’Onu: l’affondo che scuote l’Assemblea generale
Davanti ai delegati riuniti a New York, il presidente argentino ha accusato l’organizzazione di aver smarrito la sua funzione e ha allargato il bersaglio a diritti umani, Africa e Israele.
Javier Milei ha trasformato il suo intervento all’Assemblea generale in una durissima requisitoria contro le Nazioni Unite. Il presidente argentino ha contestato all’organizzazione di aver perso la propria ragion d’essere, accusandola di essersi ridotta a un apparato che si autoalimenta invece di garantire stabilità internazionale.
Nel suo discorso, pronunciato il 23 settembre 2026, Milei ha rilanciato il messaggio con toni apertamente polemici. La sua critica non si è fermata alla struttura dell’Onu: il capo di Stato ha esteso l’attacco a chi, a suo giudizio, si presenta come difensore dei diritti umani e finisce invece per coprire fallimenti e violenze.
L’attacco frontale alle Nazioni Unite
Milei ha sostenuto che l’Onu abbia tradito la missione per cui era stata creata, trasformandosi in un organismo che preserva sé stesso. Nel passaggio più duro del suo intervento, ha definito l’istituzione inutile e l’ha descritta come una realtà che finisce per nutrire una classe di "parassiti arroganti".
L’intervento è arrivato proprio davanti all’Assemblea generale, cioè nel luogo simbolo del sistema multilaterale. Ed è stato lì che il presidente argentino ha scelto di mettere in discussione l’utilità stessa dell’organizzazione, accusandola di non aver saputo mantenere la promessa originaria di pace e sicurezza.
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Diritti umani, Africa e Israele nel mirino
Dopo la stoccata iniziale, Milei ha allargato il campo delle accuse. Ha detto che i cosiddetti difensori dei diritti umani avrebbero tollerato il caos e le dittature, arrivando a consentire anche i genocidi in Africa.
L’ultima parte del discorso ha riguardato il Medio Oriente e il rapporto dell’Onu con Israele. Secondo il presidente argentino, l’Assemblea avrebbe votato in modo costante contro Israele, restando invece in silenzio davanti al terrorismo islamico e al genocidio dei cristiani.
Le frasi pronunciate a New York hanno segnato uno degli interventi più aggressivi di Milei in sede internazionale, con un attacco che ha preso di mira sia la funzione dell’Onu sia le sue posizioni sui principali conflitti globali.
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