Milano, Sala lancia l’allarme: “La piazza può sfuggire di mano”
Dopo gli scontri nel centro, il sindaco chiede un dispositivo più adeguato e teme nuove violenze, oltre a possibili ritorsioni alimentate dai social.
Il giorno dopo gli scontri nel cuore di Milano, Beppe Sala guarda già al rischio di nuove tensioni. Intervenuto a Rtl 102.5, il sindaco ha parlato di una situazione che lo preoccupa profondamente: la protesta contro il caro vita è degenerata in episodi violenti e ha mostrato, a suo giudizio, quanto sia difficile prevedere l’evoluzione di alcune piazze.
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La risposta dello Stato sotto esame
Sala ha ribadito il sostegno agli agenti intervenuti durante la giornata: «Totale solidarietà alle forze dell’ordine, io sono con loro». Allo stesso tempo, ha sollevato dubbi sulla consistenza del contingente schierato nel centro cittadino, soprattutto nell’area di piazza Duomo, dove a suo avviso molti manifestanti si sono trovati davanti a un numero ridotto di poliziotti.
Secondo il sindaco, il dispositivo comprendeva circa 200 agenti, una presenza che ha giudicato insufficiente rispetto alla situazione. La critica, ha precisato, non è rivolta al questore, con cui collabora quotidianamente, ma alla preparazione complessiva dell’intervento e alla valutazione del livello di rischio. A suo parere, il momento potrebbe essere stato sottostimato.
Il timore di una nuova escalation
La maggiore inquietudine non riguarda soltanto ciò che è già accaduto. Sala teme che i disordini rappresentino un anticipo di altre giornate difficili, in cui gruppi separati dal corteo principale riescano a muoversi autonomamente e a rendere imprevedibile il lavoro delle forze dell’ordine.
Durante gli scontri, ha spiegato, anche l’impiego degli idranti nella zona del Duomo è stato complicato dalla conformazione degli spostamenti e dalla dispersione dei manifestanti. Da qui la richiesta di rafforzare la capacità di reazione: «Dobbiamo essere più pronti, temo siano prime prove di violenza, si rischia tutti contro tutti».
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Il primo cittadino ha comunque separato con chiarezza la mobilitazione pacifica dagli episodi di devastazione. La protesta legata al costo della vita, nella sua ricostruzione, non può essere confusa con l’azione di chi ha provocato danni e scontri. Resta però una sensazione di perdita del controllo della piazza che, ha ammesso, non aveva mai avvertito con questa intensità negli anni trascorsi alla guida di Milano.
L’altra minaccia arriva dalla rete
Il sindaco ha inoltre richiamato l’attenzione sulle conseguenze dei messaggi diffusi online dopo gli incidenti. Alcuni contenuti avrebbero indicato persone ritenute vicine alla manifestazione, insieme a informazioni personali e indirizzi, alimentando il rischio di spedizioni punitive fuori dalle strade teatro dei disordini.
La pagina Beceri 4.0, dopo la pubblicazione di messaggi intimidatori, ha successivamente sostenuto che si trattasse di una provocazione. Il successivo cambio di tono, presentato come una beffa ai danni della sinistra, non ha però cancellato i dubbi sulla reale intenzione di quei post.
Sala ha quindi segnalato un pericolo ulteriore: la rabbia collettiva potrebbe trasformarsi in una forma di giustizia privata. Per questo, oltre a un apparato di sicurezza più preparato, considera necessaria una vigilanza anche sul fronte digitale, così da evitare che la reazione alle violenze produca nuovi episodi di intimidazione.
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