Milano blindata, ma i negozi non chiudono: la protesta cambia volto
Sicurezza rafforzata in diverse città dopo i disordini di ottobre, mentre il Movimento 17 ottobre sposta all’ultimo momento i luoghi dei cortei.
Le saracinesche dei negozi milanesi resteranno in gran parte alzate, nonostante l’allerta per le mobilitazioni previste in città. Luigi Ferrario, presidente di Real Baires, l’associazione dei commercianti di corso Buenos Aires, sintetizza così la posizione degli esercenti: «Siamo tutti in allerta, ma le nostre saracinesche restano su, come ci ha invitato a fare il sindaco. Noi non cediamo alla paura».
La Rinascente, invece, ha programmato la chiusura alle 15. I negozi del centro e le boutique del Quadrilatero della moda decideranno autonomamente se modificare gli orari; alcuni esercizi hanno già predisposto pannelli per schermare le vetrine. L’invito del sindaco Giuseppe Sala a evitare una chiusura generalizzata sembra però aver prevalso.
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Milano prepara una giornata ad alta tensione
Le stazioni del capoluogo lombardo saranno sorvegliate con particolare attenzione, soprattutto per intercettare eventuali arrivi organizzati da altre città della regione. Il controllo riguarderà anche sedi politiche, luoghi simbolici, aree commerciali e possibili punti di aggregazione.
Le forze dell’ordine presidieranno il centro già nelle ore mattutine, quando potrebbero formarsi gruppi diretti verso le zone più centrali. L’obiettivo è prevenire scontri e danneggiamenti dopo la guerriglia urbana e i saccheggi avvenuti nel fine settimana del 17 e 18 ottobre.
Roma mobilita oltre mille agenti
Anche nella capitale il livello di attenzione è massimo. Il piano è stato definito durante un tavolo tecnico guidato dal questore Roberto Massucci e coinvolge più di mille operatori, con verifiche preventive nelle aree del centro storico, lungo le direttrici dalla periferia e nella rete della metropolitana.
Polfer, carabinieri e personale della questura saranno affiancati da droni e mezzi aerei della Polizia e dell’Arma. Il dispositivo dovrà individuare eventuali gruppi intenzionati a compiere azioni improvvise, oltre a monitorare possibili contro-mobilitazioni degli ambienti ultras e la presenza di infiltrati nei cortei.
La questura afferma di voler garantire il diritto di manifestare, compreso quello di esprimere dissenso, ma entro il rispetto delle norme e degli altri cittadini. A Roma sono già previste due iniziative regolarmente comunicate, mentre il Movimento 17 ottobre ha annunciato ulteriori raduni senza indicarne in anticipo i luoghi.
Il movimento cambia i punti d’incontro
A Milano, così come in altre città, il Movimento 17 ottobre ha ritirato gli appuntamenti fissati in precedenza. Piazza Duomo non sarà quindi il punto di ritrovo della mobilitazione, e la stessa decisione riguarda piazza Nettuno a Bologna e gli altri luoghi indicati nei giorni scorsi.
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I nuovi concentramenti verranno comunicati alle 14.30, appena mezz’ora prima dell’orario previsto per l’avvio della protesta. In ogni città saranno indicati tre punti distinti; alle 15.30, secondo il piano diffuso dal movimento, i gruppi confluiranno poi in un’unica piazza.
La risposta del governo dopo gli scontri
La scelta di non rendere pubblici gli indirizzi viene motivata con la volontà di evitare che le manifestazioni siano facilmente circondate o trasformate in obiettivi predeterminati. Il movimento invita collettivi, organizzazioni e gruppi di amici a muoversi insieme e a raggiungere il punto più vicino, senza un coordinamento centralizzato.
La mobilitazione nasce dopo l’approvazione, il 20 ottobre, di un decreto-legge sulla sicurezza. Il provvedimento introduce il reato di violenza organizzata durante le manifestazioni pubbliche, punibile fino a 5 anni di carcere, amplia il fermo preventivo e prevede 500 militari aggiuntivi per Milano.
Controlli rafforzati in tutta Italia
L’attenzione delle autorità riguarda anche Roma, Bologna, Genova e Bari. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che i dispositivi sono stati potenziati non soltanto a Milano: «Abbiamo pianificato tutto quello che era pianificabile; abbiamo rinforzato tutti i dispositivi, non solo a Milano ma ci sono attenzioni anche in altre città in cui potrebbero essere preannunciate iniziative, Roma in primis».
Intanto vengono osservate le conversazioni sulle piattaforme digitali utilizzate per organizzare spostamenti e blitz estemporanei. La modifica improvvisa dei luoghi di ritrovo rende il monitoraggio più complesso e spinge le autorità a estendere i controlli dagli spazi fisici agli ambienti virtuali.
Il Movimento 17 ottobre sostiene di non voler rinunciare alla piazza, ma di volerla rendere meno prevedibile. La mobilitazione prevista per il 24 ottobre si presenta così con un percorso ancora da definire, mentre nelle principali città italiane cresce il dispiegamento delle forze dell’ordine.
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