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Attualità 2 min di lettura34 min fa

Milano, arrivano i parà: carceri minorili sotto pressione dopo gli arresti

Dopo i disordini e i 35 minorenni fermati, il governo valuta nuovi spazi detentivi e rafforza la sicurezza in vista delle manifestazioni del 24 ottobre.

Blindati, droni e 500 paracadutisti della Folgore saranno impiegati a Milano in vista delle manifestazioni del 24 ottobre. La decisione arriva dopo gli scontri e i saccheggi dello scorso fine settimana, culminati nell’arresto di 35 minorenni, mentre il governo affronta anche l’emergenza legata alla capienza degli istituti penali per ragazzi.

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Milano si prepara alle nuove proteste

Il contingente militare resterà operativo nel capoluogo lombardo fino al 31 dicembre, all’interno dell’operazione “Strade Sicure”. I dettagli del dispositivo saranno definiti dal prefetto, dopo aver consultato il questore: tra le ipotesi ci sono controlli mobili e postazioni permanenti.

Matteo Salvini ha spiegato che i soldati potranno affiancare le forze dell’ordine e intervenire in caso di necessità. «Potranno garantire l’ordine pubblico, insieme alle altre forze dell’ordine. E intervenire in caso di necessità, coi Lince, coi droni e con mezzi adeguati a intervenire velocemente», ha detto il vicepremier dalla prefettura di Milano.


I militari avranno compiti delimitati

Secondo Salvini, i paracadutisti hanno un’età media superiore ai 40 anni e alle spalle esperienze operative internazionali. La loro presenza, ha sostenuto, rappresenta una garanzia per il presidio delle strade e delle stazioni cittadine.

L’impiego avverrà però entro competenze precise. I militari svolgeranno attività di pubblica sicurezza, ma non avranno funzioni di polizia giudiziaria. Carlo Nordio ha inoltre invitato a non caricare la scelta di significati eccezionali, ricordando che pattuglie composte da soldati e agenti operano già da tempo in diverse città italiane.

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Nordio cerca spazio per i minorenni

Sul fronte giudiziario, il ministro della Giustizia ha descritto una situazione critica nelle strutture destinate ai ragazzi. «Il sistema carcerario minorile in questo momento è effettivamente in sofferenza», ha affermato, dopo l’ondata di arresti seguita agli episodi di violenza.

Mercoledì 21 ottobre si è svolto al ministero un incontro per individuare nuove disponibilità. Tra le soluzioni esaminate figurano l’ampliamento degli istituti minorili, utilizzando le risorse disponibili, e la destinazione ai minori di alcune aree oggi riservate ai detenuti adulti.


Sicurezza e soglia dell’imputabilità

Nordio ha difeso anche il decreto sicurezza varato dopo gli scontri. A suo giudizio, il provvedimento non limita le manifestazioni pacifiche, ma interviene quando il dissenso sfocia in devastazioni e saccheggi.

Il ministro ha poi affrontato il tema dell’età dell’imputabilità, fissata a 14 anni. Una riduzione della soglia può essere discussa, ma non rientrerebbe nei piani immediati dell’esecutivo. Nordio ha invece indicato come possibile alternativa il divieto di accesso ai social network per gli under 14: «Speriamo che il Parlamento ragioni su questa senza dover diminuire l’età dell’imputabilità».

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