Migranti, gli arrivi crollano ma le rotte cambiano: i numeri
Nei primi nove mesi del 2026 gli ingressi irregolari nell’Unione europea sono diminuiti di quasi un terzo, mentre alcune direttrici mostrano segnali di ripresa.
Il bilancio dei primi nove mesi del 2026 segnala una netta riduzione dei movimenti irregolari verso l’Unione europea, ma non fotografa una situazione stabile. Gli attraversamenti rilevati da Frontex sono stati poco più di 91mila, con una flessione prossima al 30% rispetto allo stesso periodo del 2025. Intanto, alcune rotte hanno registrato improvvise accelerazioni, confermando la capacità delle reti di trafficanti di spostare rapidamente i propri punti di partenza.
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Il calo non esclude nuove emergenze
La direttrice del Mediterraneo Centrale, collegata soprattutto alle coste italiane, ha segnato una contrazione del 56%. Il Mediterraneo Orientale è invece risultato il percorso più utilizzato, con circa 31.800 attraversamenti e una diminuzione del 15% su base annua.
Hans Leijtens, direttore esecutivo di Frontex, ha sottolineato che la riduzione dei viaggi è stata visibile durante l’estate e l’autunno, ma ha invitato a non considerare il fenomeno risolto. «Le reti di trafficanti non scompaiono quando i numeri calano: si spostano e aspettano un’occasione», ha dichiarato, spiegando che l’agenzia deve essere pronta a intervenire quando si presenta una nuova opportunità.
Nel mese di settembre sono stati registrati circa 14.300 attraversamenti: il dato è più basso del 28% rispetto a dodici mesi prima, ma supera dell’11% quello di agosto. Il miglioramento delle condizioni lungo i principali corridoi marittimi ha favorito la ripresa delle partenze. Lo stesso periodo ha coinciso con la prima estate completa di applicazione del patto dell’Unione europea su migrazione e asilo, che prevede una procedura comune di controllo alle frontiere esterne.
Le rotte raccontano scenari opposti
Nel Mediterraneo Orientale, il collegamento dalla Libia a Creta ha superato per numero di arrivi le isole dell’Egeo orientale e il confine terrestre con la Turchia. Cipro ha rappresentato una quota più contenuta. Dopo il rallentamento causato dal maltempo, a settembre sono stati rilevati circa 4.800 attraversamenti; le nazionalità più presenti sono state quella sudanese, bengalese e afghana.
L’unico incremento tra le principali direttrici è stato registrato sul Mediterraneo Occidentale, verso la Spagna: circa 18.300 rilevamenti, il 26% in più rispetto all’anno precedente. La crescita più forte ha riguardato il confine terrestre, dove i numeri sono più che raddoppiati, mentre gli arrivi via mare sono aumentati dell’8%. L’Algeria è rimasta il principale punto di partenza delle traversate, dirette soprattutto alle Isole Baleari e alla Spagna continentale; tra le nazionalità più rilevate figurano algerini, maliani e marocchini. Le Baleari restano inoltre l’area di ingresso più rischiosa lungo questo percorso.
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La direttrice dell’Africa occidentale ha totalizzato circa 7.100 attraversamenti, con una diminuzione del 45%. La collaborazione tra Mauritania, Senegal, Gambia, Spagna e Unione europea ha contribuito a ridurre le partenze, anche se il flusso continua a essere irregolare. A settembre i rilevamenti sono saliti a circa 1.900, quattro volte quelli di agosto, con imbarcazioni partite dal Marocco e dal Gambia verso le Isole Canarie. Le principali nazionalità sono state marocchina, senegalese e gambiana.
Manica in calo, ma imbarcazioni più grandi
I tentativi di attraversamento della Manica diretti al Regno Unito sono diminuiti del 43%, arrivando a circa 30.900 casi nei primi nove mesi. Il conteggio comprende sia le persone giunte sul territorio britannico sia quelle fermate prima della partenza; nel solo settembre sono state circa 4.500. Eritrei, sudanesi e somali costituiscono i gruppi nazionali più numerosi.
Le organizzazioni che favoriscono l’ingresso irregolare hanno fatto ricorso sempre più spesso a imbarcazioni gonfiabili di grandi dimensioni. Ad agosto, 230 persone, tra cui più di 20 bambini, hanno raggiunto il Regno Unito su un solo mezzo. Nei prossimi mesi, l’intesa firmata ad aprile da Regno Unito e Francia dovrebbe portare a un rafforzamento dei controlli lungo la costa francese.
Secondo Frontex, la collaborazione con i Paesi partner e le misure adottate negli Stati da cui partono i migranti hanno contribuito a ridurre il numero delle imbarcazioni dirette verso l’Europa. Tuttavia, il forte aumento registrato a settembre sulla rotta atlantica verso le Isole Canarie, con valori quadruplicati rispetto ad agosto, mostra quanto rapidamente il quadro possa cambiare.
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