Microcar e violenze a Roma: per i due ragazzi ora cambia tutto
I due minorenni saranno ascoltati martedì dalla Procura minorile, mentre restano gravi le condizioni di Davide Iacopini e si valutano nuove misure cautelari.
Nei mesi scorsi le famiglie avrebbero provato a tenere separati i due ragazzi, nel timore che la loro amicizia potesse alimentare condotte rischiose. Dopo essere stati rintracciati, i minorenni sarebbero rimasti nelle rispettive abitazioni e avrebbero smesso di andare a scuola.
Sugli stessi giovani vengono ora esaminati un precedente di polizia per il furto, commesso insieme, degli altoparlanti di un’altra minicar e informazioni relative a un possibile uso di stupefacenti. Per il sedicenne, inoltre, gli investigatori stanno verificando eventuali contatti con una banda giovanile che in passato sarebbe stata attiva nella zona di Testaccio. Si tratta comunque di elementi ancora da accertare, che non dimostrano da soli il coinvolgimento nelle aggressioni.
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Le responsabilità ancora da chiarire
L’indagine riguarda sei episodi avvenuti tra il 4 e il 5 ottobre, durante due uscite notturne in minicar. Le persone incontrate lungo il percorso sarebbero state provocate o colpite con modalità diverse; agli investigatori i ragazzi avrebbero descritto alcuni comportamenti come «uno scherzo».
La ricostruzione è stata sviluppata dai carabinieri e dalla polizia locale attraverso testimonianze, filmati delle telecamere, dati delle celle telefoniche e informazioni Gps presenti sui telefoni controllati dai familiari. In una prima fase i due erano stati ascoltati come persone informate sui fatti; quando sono emersi elementi a loro carico, l’audizione è stata interrotta e il caso è passato alla Procura minorile.
Iacopini resta in terapia intensiva
Il caso più grave è quello di Davide Iacopini, 42 anni, ancora ricoverato in terapia intensiva al San Camillo di Roma. L’attore, che viaggiava su un monopattino, sarebbe stato affiancato dalla vettura: il passeggero avrebbe allungato il braccio oltre il finestrino, facendogli perdere l’equilibrio e provocando l’urto contro un’auto parcheggiata.
Iacopini è stato sottoposto a due operazioni alla testa e le sue condizioni restano gravi. Per stabilire l’entità definitiva dei danni occorrerà attendere il risveglio e gli ulteriori esami clinici. Gli inquirenti stanno intanto ricostruendo anche gli altri cinque episodi registrati nelle stesse notti.
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Martedì l’interrogatorio decisivo
I due indagati, di 16 e 17 anni, dovranno comparire martedì davanti ai magistrati minorili. Sarà ascoltato per primo il diciassettenne, che secondo gli accertamenti si trovava alla guida della minicar; successivamente toccherà al sedicenne.
Le contestazioni comprendono tentato omicidio, lesioni personali aggravate e percosse in concorso. Al momento i ragazzi risultano denunciati a piede libero, ma dopo gli interrogatori la Procura potrebbe chiedere provvedimenti più severi: dalla permanenza notturna in casa agli arresti domiciliari, fino all’inserimento in una comunità. Nei casi ritenuti più gravi è prevista anche l’ipotesi di una struttura detentiva per minorenni; il quadro accusatorio, secondo le ricostruzioni investigative, potrebbe portare a una pena massima di sette anni, sempre in base alle singole responsabilità.
Cosa hanno raccontato i ragazzi
Una delle ricostruzioni colloca la prima uscita nella serata del 4 ottobre, dalle 21.30 fino a notte inoltrata. A Ponte Testaccio i due avrebbero affrontato un ciclista con urla e provocazioni; durante l’episodio il diciassettenne avrebbe perso un cappello, poi recuperato dai carabinieri e riconosciuto nel corso degli accertamenti.
Il giorno seguente sarebbe avvenuto l’incidente che ha coinvolto Iacopini. Il sedicenne avrebbe riferito di aver «tolto una mano dal manubrio del monopattino» dell’attore, negando però di averlo colpito con un calcio. A suo dire, la scarpa sarebbe caduta mentre apriva la portiera per capire cosa fosse successo. Le versioni dovranno essere confrontate con i filmati e con gli altri riscontri raccolti.
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