Merz avverte: Kiev non può arrendersi, la linea tedesca
Il cancelliere tedesco apre al confronto con Washington, ma esclude che l’Ucraina venga spinta verso una capitolazione, anche senza condizioni.
«Perché sarebbe una resa da parte di tutti noi». Con queste parole Friedrich Merz ha spiegato perché Berlino considera inaccettabile qualsiasi capitolazione dell’Ucraina, anche se imposta senza condizioni.
Il cancelliere tedesco ha ribadito che l’obiettivo del sostegno europeo non è trascinare il conflitto all’infinito. La posizione di Berlino, ha chiarito, resta però incompatibile con l’idea di costringere Kiev ad arrendersi.
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Berlino non chiude al confronto
Le pressioni degli Stati Uniti sull’Ucraina hanno riportato al centro il tema di una possibile soluzione negoziata. Merz ha fatto sapere che la Germania, insieme agli altri Paesi europei, mantiene la disponibilità a discutere e a cercare un’intesa.
Il dialogo, tuttavia, non dovrebbe tradursi nell’accettazione di una resa ucraina. «Non forniamo sostegno all’Ucraina per prolungare questa guerra», ha affermato il cancelliere, sottolineando la distinzione tra l’impegno per una soluzione politica e la rinuncia alle garanzie per Kiev.
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La capitolazione resta esclusa
Nel suo intervento, Merz ha definito impraticabile anche l’ipotesi di una resa incondizionata dell’Ucraina. Una simile conclusione, secondo il cancelliere, non riguarderebbe soltanto il governo e la popolazione ucraina, ma avrebbe conseguenze per l’intero fronte europeo.
La Germania conferma dunque la propria apertura ai contatti diplomatici, pur mantenendo una linea netta sul risultato da evitare. Per Berlino, l’eventuale accordo dovrà nascere dal confronto e non dalla sconfitta imposta a Kiev.
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