Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Mensa ad Alzate, il sindaco non arretra: pranzo fuori e rientro alle 15

La scelta di non aderire al servizio comporta l’uscita durante la pausa e un nuovo accompagnamento a scuola, mentre il Comune difende regole e tariffe.

Il Comune di Alzate Brianza non intende modificare la gestione della pausa pranzo. Il sindaco Paolo Frigerio difende infatti il prezzo della mensa, fissato per cinque anni senza aumenti, mentre per le famiglie che non aderiscono al servizio resta l’obbligo di riportare i figli a scuola entro le 15.


Il Comune conferma la propria linea

Secondo Frigerio, l’amministrazione ha mantenuto invariata la tariffa prevista dal commissario prefettizio, evitando ulteriori rincari nel periodo stabilito. La questione è stata affrontata anche in Consiglio comunale, dopo un’interrogazione presentata sul funzionamento dei servizi scolastici.

Il primo cittadino ha inoltre richiamato i vincoli che impediscono agli alunni di consumare pasti portati da casa all’interno dell’istituto. I divieti previsti dai regolamenti, dalle disposizioni sanitarie e dagli accordi contrattuali renderebbero necessaria la presenza di un adulto responsabile durante il pranzo.


La pausa pranzo divide le famiglie

Per chi sceglie di non utilizzare il refettorio, la conseguenza pratica è dunque il ritiro da scuola a metà giornata e il successivo accompagnamento per le attività pomeridiane. La decisione ha provocato malumori tra i genitori, soprattutto perché mensa e doposcuola funzionano come servizi distinti.

Noemi Freddi, vicepresidente del consiglio d’istituto e consigliera indipendente, ha contestato l’organizzazione sostenendo che «l’obbligo di prelevare il figlio, portarlo a casa per il pranzo e riaccompagnarlo a scuola rende molto difficoltosa la fruizione del doposcuola». Il servizio pomeridiano, infatti, è accessibile agli studenti dell’istituto anche quando non utilizzano la mensa.

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Tariffe diverse nei Comuni vicini

Nel dibattito è entrato anche il costo del pasto, considerato elevato dalle famiglie. Ad Alzate Brianza la spesa giornaliera arriva a 6 euro; a Cantù la tariffa di base è pari a 5,50 euro per residenti e non residenti, mentre ad Albavilla si pagano 5,45 euro per i residenti e a Lurago d’Erba 5 euro per la stessa categoria.

La mensa resta comunque una scelta facoltativa e legata alla richiesta della singola famiglia. Il doposcuola, invece, non è vincolato all’iscrizione al refettorio: proprio questa separazione alimenta le obiezioni di chi ritiene poco agevole uscire dall’istituto e tornare dopo il pasto.


Perché serve la custodia dei genitori

Il sindaco ha spiegato che, durante l’intervallo di mezzogiorno, un minore deve essere sorvegliato e non può restare senza mangiare. A suo giudizio, se la famiglia opta per un pasto diverso da quello comunale, deve assumere direttamente la responsabilità del bambino e provvedere al suo ritiro dalla scuola.

Frigerio ha escluso anche l’ipotesi di lasciare gli alunni nei locali scolastici senza consumare cibo, ritenendola incompatibile con la tutela del loro benessere. Per questo, almeno al momento, la regola resta quella contestata dalle famiglie: uscita durante la pausa e rientro pomeridiano a carico dei genitori.

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