Meloni, il declino di Trump appanna il suo progetto
La premier aveva visto nel trumpismo una sponda ideologica e diplomatica, ma quella stagione appare ormai al tramonto.
Il declino politico del trumpismo ha ridimensionato il progetto internazionale di Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio aveva individuato nella nuova destra americana un riferimento ideologico e una possibile leva per rafforzare il ruolo dell’Italia.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Il legame con la destra americana
Per una fase della sua premiership, Meloni è stata considerata la rappresentante italiana del movimento Maga. Tra la premier e Donald Trump sembravano esserci numerosi punti di contatto: nazionalismo, sovranità nazionale, stretta sull’immigrazione, difesa dell’identità e della famiglia, oltre alla critica verso liberalismo e progressismo.
Il trumpismo aveva offerto anche una legittimazione internazionale al retroterra politico della presidente del Consiglio, rendendo più presentabile una cultura proveniente dalla destra radicale italiana. Il rapporto con Washington, inoltre, sembrava poter aumentare il peso di Roma nell’Unione europea.
Meloni aveva indicato quella direzione durante la visita alla Casa Bianca del 17 aprile 2025, quando aveva detto: «Il mio obiettivo è fare di nuovo grande l’Occidente». L’idea era che il rapporto personale con Trump potesse consentirle di assumere un ruolo di mediazione tra Stati Uniti ed Europa.
Le aspettative su Washington
Quella prospettiva non si è però realizzata. I principali Paesi europei hanno mantenuto una posizione diffidente verso la premier e l’Italia non ha assunto il ruolo di intermediario che Meloni sembrava puntare a conquistare.
A pesare è arrivato anche il successivo raffreddamento dei rapporti con la Casa Bianca. La distanza da Washington dura ormai da tempo e rende più difficile sostenere che l’alleanza personale con Trump abbia prodotto il risultato politico atteso.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Paolo Gentiloni aveva avvertito che «la vicinanza a Trump sarà il suo problema». Dopo l’affermazione democratica nelle elezioni statunitensi, quella previsione appare ancora più attuale, perché il riferimento politico scelto dalla premier sembra aver perso parte della sua forza.
Una stagione politica in declino
Secondo questa lettura, il trumpismo non è soltanto in difficoltà elettorale: è entrato in crisi il sistema di idee che lo sosteneva. Il presidente americano potrebbe continuare a reagire e a esercitare la propria influenza, ma il movimento che lo ha portato al centro della politica occidentale sembra destinato a essere sostituito da valori, protagonisti e generazioni differenti.
Meloni aveva puntato su una corrente che riteneva destinata a prevalere e aveva immaginato di accompagnare l’Italia dentro una nuova fase dell’Occidente. Il mutamento di direzione la costringe ora a fare i conti con un posizionamento diventato meno conveniente.
Il peso del melonismo
Questo non significa che il melonismo sia già arrivato alla fine. Il sistema politico costruito dalla premier conserva una propria autonomia e non coincide completamente con quello americano, anche se ne riprende alcuni elementi.
Resta però evidente l’imbarazzo di fronte al ridimensionamento del trumpismo. Per Meloni sarebbe difficile prendere le distanze sostenendo di non essere mai stata vicina a Trump: il legame ideologico e politico costruito negli anni è troppo riconoscibile per essere cancellato con un semplice cambio di posizione.
Continua a leggere
Vannacci accusa Meloni: «Senza di noi rischia Trump»
Il leader di Futuro Nazionale critica le scelte della premier e rinvia la decisione su una possibile alleanza
Casa Bianca, Trump illustra il progetto del nuovo salone
Nel cantiere della Casa Bianca il presidente ha illustrato i lavori, evitando di soffermarsi subito sulla sconfitta elettorale
Tajani difende Meloni: mai stati sostenitori di Trump
Il ministro degli Esteri prende le distanze da Maga, ma Bonelli e Ricciardi ricordano i legami con il presidente Usa
Trump, il voto presenta il conto dei suoi errori
I democratici conquistano Camera e Senato, con vittorie anche in Texas, Kansas e South Carolina