Meloni chiede un negoziatore Ue per parlare con Mosca
Dopo il colloquio tra Finlandia e Norvegia, Palazzo Chigi sollecita una rappresentanza comune e rapida.
Palazzo Chigi vuole accelerare la scelta di un rappresentante europeo incaricato di dialogare con Mosca. La richiesta arriva dopo la telefonata avuta da Vladimir Putin con i leader di Finlandia e Norvegia.
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La richiesta italiana
Il governo italiano considera positiva l’iniziativa di Alexander Stubb e Jonas Gahr Støre, pur ricordando che i due hanno agito per conto dei rispettivi Paesi e non dell’Unione europea. Giorgia Meloni, secondo quanto riferito da fonti governative, mantiene con entrambi un rapporto di grande stima e ne riconosce l’affidabilità.
La premier ritiene però che il colloquio renda ancora più urgente una posizione comune. L’Italia propone di individuare rapidamente una o più personalità con un mandato condiviso, autorizzate a difendere gli interessi e la sicurezza europei nei contatti con la Russia.
Meloni aveva già esposto questa impostazione alla Camera, prima di un Consiglio europeo. In quell’occasione aveva sostenuto: «Continuo a chiedere che i 27 individuino una figura autorevole, con il mandato di tutti, capace di portare al tavolo la voce dell’Europa».
Le divisioni tra i governi
Roma insiste sul fatto che il negoziato non possa attendere e che l’Europa rischi di perdere influenza continuando a presentarsi con interlocutori e formule differenti. Il governo si dice pronto a collaborare perché la designazione avvenga in tempi brevi.
La posizione segna un’evoluzione rispetto alle critiche rivolte in passato da Meloni alle iniziative autonome di alcuni leader europei, compresa la coalizione promossa da Emmanuel Macron. La presidente del Consiglio aveva aperto anche all’ipotesi che Francia, Germania e Regno Unito agissero insieme, purché ricevessero un mandato ufficiale dai 27.
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Non tutti i Paesi condividono l’apertura verso il contatto con Putin. La premier danese Mette Frederiksen ha definito l’iniziativa «molto scettica» e ha lamentato che non fosse stata concordata con gli altri governi. Dall’Estonia è arrivata l’accusa secondo cui la telefonata potrebbe indebolire l’unità europea e avvantaggiare la Russia.
Il colloquio con Putin
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha riferito che Stubb e Støre avevano chiesto loro stessi di parlare con Putin. A suo giudizio, durante la conversazione non sarebbero emersi elementi nuovi e il contatto mostrerebbe soltanto il tentativo europeo di inserirsi nel percorso negoziale.
Il colloquio, inizialmente previsto per circa venti minuti, sarebbe durato un’ora e mezza. Il suo esito non è stato chiarito, ma il Cremlino ha confermato che si è discusso dei possibili passaggi successivi per riaprire i negoziati sulla guerra.
Volodymyr Zelensky, informato dell’iniziativa, ha riferito che i due leader avevano trasmesso a Mosca la necessità di misure concrete per ridurre l’escalation, con particolare attenzione alle infrastrutture energetiche ucraine. Il presidente ucraino ha inoltre chiesto all’Unione europea almeno 70 miliardi di euro per il 2027, mentre l’Ucraina si prepara a un altro inverno di guerra.
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