Melania spiazza Donald: elogio inatteso dell’infanzia in Jugoslavia
In tv la First Lady rivendica di non aver avuto privazioni da bambina, mentre il marito continua a usare il lessico anticomunista contro la sinistra americana.
Melania Trump ha scelto un terreno che con Donald Trump è quasi sempre una linea di frattura: parlando in televisione, ha raccontato di non aver vissuto male la propria giovinezza nel sistema comunista. Un passaggio che pesa, perché arriva mentre il presidente usa spesso quel termine come arma politica contro i suoi avversari.
La First Lady, ospite di Fox New Business, ha spiegato di essere cresciuta sotto quel regime e di non aver sentito la mancanza di nulla. L’uscita si inserisce in una narrazione molto diversa da quella del marito, che associa comunismo e comunisti alla “peggiore minaccia” per gli Stati Uniti.
La frase che cambia il quadro
Nel colloquio televisivo, l’ex modella slovena ha rivendicato un ricordo positivo della sua infanzia. In sostanza, ha respinto l’idea che quel contesto sia stato per forza sinonimo di privazioni o difficoltà personali.
La sua posizione risulta ancora più significativa se accostata al linguaggio usato da Donald Trump, che ricorre spesso a quelle etichette per colpire l’ala più a sinistra del Partito democratico e figure come Zohran Mamdani, sindaco di New York, che si definiscono socialisti democratici.
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Il bersaglio politico resta il marito
Il riferimento di Melania non è stato isolato: è arrivato mentre il marito continua a utilizzare il vocabolario dell’anticomunismo per leggere la battaglia politica interna americana. Proprio per questo, la sua osservazione suona come un distinguo netto, se non una stoccata indiretta.
Nel testo televisivo, la First Lady ha insistito su un concetto semplice: aver vissuto in quel sistema non significa, per forza, averne conservato un ricordo negativo. Una posizione che la mette, almeno su questo punto, in evidente distanza dal presidente.
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