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Attualità 2 min di lettura2 giorni fa

Destra brasiliana, il pressing su Zema e Caiado: la sfida a Lula

Flávio Bolsonaro prova a riunire l’elettorato conservatore già al primo turno, mentre l’analista Marcelo Tokarski avverte sugli effetti dell’astensione

Il principale ostacolo per Flávio Bolsonaro è la dispersione dei consensi tra più candidati di destra. Per questo la sua campagna punta a ottenere convergenze immediate, mentre il margine di Luiz Inácio Lula da Silva potrebbe risentire anche della partecipazione alle urne.

Marcelo Tokarski, amministratore delegato di Nexus, istituto brasiliano specializzato in sondaggi e analisi dei dati, ha sintetizzato così il possibile effetto della bassa affluenza: «L’astensione può togliere due punti percentuali a Lula».


La destra cerca un solo candidato

La squadra di Flávio Bolsonaro ha intensificato i contatti per convincere Romeu Zema e Ronaldo Caiado a lasciare la corsa alla presidenza e a sostenere il senatore del Partito Liberale già nella votazione del 4 ottobre. I due governatori sono considerati i bersagli principali dell’azione politica avviata dagli alleati di Bolsonaro.

La campagna di Caiado, secondo ricostruzioni della stampa brasiliana, sta seguendo con attenzione questa offensiva. L’obiettivo di Flávio è intercettare al primo turno gli elettori degli altri esponenti di destra, in una fase in cui la competizione si è concentrata soprattutto sul senatore e su Lula.


I candidati alternativi arretrano

Le forze della cosiddetta terza via hanno perso spazio nelle ultime settimane. Augusto Cury, che all’inizio della campagna era stato indicato come possibile sorpresa, ha escluso l’ipotesi di un ritiro e continua a puntare su un risultato inatteso alle urne.

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La pressione per una convergenza non riguarda quindi soltanto i vertici dei partiti, ma anche la distribuzione del voto tra gli aspiranti presidenti. Per Flávio Bolsonaro, ridurre il numero dei candidati concorrenti significherebbe arrivare al primo turno con una base elettorale più compatta.


A San Paolo l’accordo è già realtà

Un’intesa simile è stata raggiunta nello Stato di San Paolo. Ricardo Salles, esponente di Novo, ha rinunciato alla candidatura al Senato per appoggiare Guilherme Derrite e André do Prado, rispettivamente del partito Progressistas e del Partito Liberale.

Nell’accordo ha avuto un ruolo anche il governatore Tarcísio de Freitas. Il caso di San Paolo viene così indicato come un precedente della strategia di concentrazione dei voti che la campagna di Flávio Bolsonaro cerca ora di applicare alla corsa presidenziale.

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