217notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Media tradizionali, l’82% degli italiani li considera orientati

Indagine internazionale su 61.200 persone: prevalgono timori economici, ma cresce l’apertura verso le nuove tecnologie

L’82% degli italiani considera i media tradizionali condizionati da orientamenti politici. Il dato emerge dalla quinta edizione del FII PRIORITY Compass 2026, realizzata dal Future Investment Initiative Institute con Ipsos.

Offerta del giorno29 ottobre

Lancome

-20% sui pacchetti da Lancôme

Scade tra 63 giorni
*******


La fiducia nei media italiani

La ricerca, condotta tra il 24 aprile e il 5 giugno 2026 su 61.200 adulti di 32 Paesi, assegna all’Italia livelli di fiducia inferiori alla media internazionale per tutti i mezzi analizzati. La televisione nazionale è ritenuta affidabile dal 43% degli intervistati, contro il 62% globale; per le notizie diffuse in rete la quota scende al 37%, a fronte del 52% mondiale.

La percezione di un’informazione politicamente orientata non coincide necessariamente con un’effettiva mancanza di indipendenza, perché il sondaggio registra il giudizio dei cittadini. Anche i creatori di contenuti in rete, però, non ricevono una fiducia generalizzata: il 48% degli italiani pensa che riescano a intercettare le preoccupazioni della gente comune.


Il peso delle difficoltà economiche

A livello mondiale soltanto il 34% degli intervistati crede che il pianeta stia procedendo nella direzione giusta. La quota sale al 46% quando il giudizio riguarda il proprio Paese, mentre il 75% conserva una valutazione positiva della propria vita.

Il costo della vita è indicato per il quinto anno consecutivo come la principale preoccupazione: lo segnala il 56% del campione, sei punti in più rispetto al 2025. Le spese per l’energia sono citate dal 34%; salute e accesso alle cure arrivano al 44% tra gli elementi più importanti per il benessere, seguiti dalla stabilità del lavoro e del reddito, al 43%.


Nord e Sud del mondo

La distanza geografica pesa sulle aspettative. Nei 19 Paesi del Sud globale il 47% ritiene che il mondo stia andando nella direzione corretta, mentre nei 13 Paesi del Nord globale la percentuale si ferma al 15%.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Anche l’ottimismo sull’economia mondiale è molto diverso: 49% nel Sud globale contro 19% nel Nord. La fiducia nella possibilità di migliorare la propria condizione attraverso il lavoro raggiunge inoltre il 75% nel primo gruppo e il 60% nel secondo; la media complessiva è del 69%, sei punti sopra il dato del 2025.


Tecnologia sotto controllo umano

L’intelligenza artificiale viene accolta con interesse, ma non senza limiti. Il 57% degli intervistati sarebbe disposto a pagare per acquisire nuove competenze in questo campo, mentre l’80% esclude che possa avere l’ultima parola su assunzioni, giustizia e sanità.

L’85% chiede inoltre regole internazionali per disciplinarne l’impiego. Quanto alla robotica, il 65% prevede una presenza ordinaria dei robot nella vita quotidiana entro dieci anni e il 61% accetterebbe di affidare loro le faccende domestiche; l’apertura diminuisce quando entrano in gioco le attività di cura.


Scuola e mobilità sociale

Solo il 46% degli italiani pensa che il sistema educativo offra ai figli delle famiglie meno abbienti una concreta possibilità di migliorare la propria posizione. La media dei 32 Paesi raggiunge il 60%, con una differenza di 14 punti.

Il giudizio sull’università è meno severo rispetto alla media internazionale: in Italia il 53% ritiene che frequentarla non valga, per la maggior parte delle persone, la spesa sostenuta, contro il 65% globale. Soltanto il 47% attribuisce al titolo di studio un peso superiore alle competenze per ottenere un buon lavoro, uno dei valori più bassi rilevati dall’indagine.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere