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Attualità 2 min di lettura5 ore fa

Mattarella e il disagio dei giovani: «Serve una visione più ampia»

Alla cerimonia per i nuovi Cavalieri del Lavoro, il Capo dello Stato richiama imprese e istituzioni alla responsabilità verso futuro, formazione e coesione sociale.

Il futuro dei giovani non può essere affrontato soltanto con interventi temporanei o risposte legate all’emergenza. Sergio Mattarella ha chiesto una strategia più ampia per contrastare il senso di precarietà, l’insicurezza e il rischio di esclusione che molte nuove generazioni percepiscono.

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Il disagio giovanile non va minimizzato

Parlando a Roma durante la consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine «Al Merito del Lavoro», il presidente della Repubblica ha invitato a riconoscere con maggiore attenzione le difficoltà vissute dai giovani. L’occasione era la cerimonia dedicata ai Cavalieri del Lavoro nominati il 2 giugno 2026.

Mattarella ha sottolineato che alle decisioni necessarie nel breve periodo deve affiancarsi una prospettiva capace di affrontare le cause profonde del malessere. Tra queste ha indicato la paura di non avere un futuro stabile, il timore di essere subordinati o di rimanere ai margini della società.


Imprese e istituzioni, una responsabilità comune

Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha riconosciuto alle imprese la capacità di produrre valore, ricordando però che la crescita dei progetti dipende anche dal contesto in cui vengono realizzati. A suo giudizio, servono condizioni che consentano alle persone di sviluppare pienamente capacità e aspirazioni.

«Il capitale umano è costituito da persone poste nelle condizioni di esprimersi al meglio e di essere libere dal bisogno», ha affermato Mattarella. Da qui la richiesta di uno «sguardo di ampia visione», soprattutto in una fase definita tumultuosa e incerta.


Generazioni, scuola e lavoro da ricucire

Il presidente ha poi richiamato l’importanza di un rapporto più solido tra generazioni. L’equilibrio demografico sempre più fragile e la rapidità delle trasformazioni tecnologiche rendono infatti più complessa la costruzione di un’alleanza tra età diverse.

Mattarella ha infine collegato strettamente occupazione, istruzione ed educazione, indicando nella coesione il presupposto per una crescita più forte della società. Il diritto al lavoro e quello alla scuola, secondo il presidente, devono procedere insieme e non essere considerati obiettivi separati.

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