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Attualità 1 min di lettura14 min fa

Massari avverte: per l’Europa rafforzarsi è ormai inevitabile

Disuguaglianze, migrazioni e sfiducia nelle istituzioni alimentano le divisioni, mentre il ritorno dei nazionalismi indebolisce il ruolo europeo.

Le difficoltà economiche e sociali stanno mettendo a dura prova il legame tra cittadini ed Europa. Secondo Maurizio Massari, ex rappresentante permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite e l’Unione Europea, il rafforzamento del continente non può più essere considerato una semplice opzione politica: serve per tutelare interessi e valori democratici dentro e fuori i suoi confini.

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Una crisi che divide le società

Nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Torino, dedicato alla crisi dell’ordine multilaterale e al futuro dell’Europa, Massari ha collegato l’indebolimento del consenso europeo a una serie di fattori interni. Tra questi ha indicato la concentrazione della ricchezza, le disuguaglianze, la fragilità economica di ampie fasce della popolazione e l’incertezza che riguarda le nuove generazioni.

A questi elementi si aggiungono le tensioni legate ai flussi migratori e le proteste che hanno attraversato diversi Paesi. Il risultato, nella sua analisi, è una crescente polarizzazione: la fiducia nelle istituzioni nazionali si è ridotta e anche il rapporto con gli organismi europei appare più fragile.

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Il ritorno dei nazionalismi

Massari ha descritto l’Europa come una delle principali vittime del crollo del sistema multilaterale e del ritorno degli Stati Uniti verso una linea nazionalista e sovranista. Dopo la Brexit, ha osservato, anche nel continente hanno trovato maggiore spazio gli egoismi nazionali e le posizioni sovraniste.

Proprio mentre avrebbe avuto bisogno di maggiore unità, l’Unione ha quindi visto sfumare il significato del proprio percorso d’integrazione. «La crescita dell’Europa come attore politico e geopolitico non è oggi una scelta, ma una necessità», ha affermato Massari, sostenendo che la convergenza nazionalista e l’arretramento del multilateralismo non abbiano mantenuto i vantaggi promessi dai loro sostenitori.

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