545notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 3 min di lettura18 ott

Marte, il nodo dimenticato: consenso e privacy nello spazio

Eleanor Armstrong chiede di affrontare i rischi dei rapporti in orbita, dalla tutela del consenso alla contraccezione, prima delle future missioni su Marte.

Una missione verso Marte può durare sette mesi e, in caso di conflitto o violenza tra membri dell’equipaggio, non esisterebbe una via di fuga immediata. È da questo scenario che Eleanor Armstrong, 33 anni, direttrice del Constellations Lab dell’Università di Leicester, invita a discutere seriamente di rapporti sessuali, consenso e protezione nello spazio.

Intervistata durante il festival di Internazionale a Ferrara, la ricercatrice britannica ha sostenuto che l’argomento viene spesso trattato con ironia, invece di essere affrontato dalla ricerca. Il problema, secondo Armstrong, riguarda anche la progettazione degli ambienti e delle procedure che dovrebbero tutelare gli astronauti in missioni sempre più lunghe.

Offerta del giorno19 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 73 giorni
********


Il consenso non può essere sospeso

Per Armstrong, il punto di partenza deve essere la possibilità di esprimere e ritirare liberamente il consenso. In orbita, tuttavia, manca una soluzione elementare: allontanarsi dalla persona coinvolta o abbandonare rapidamente il luogo in cui si verifica una situazione pericolosa.

«Se il consenso viene meno, quel luogo che protegge diventa una gabbia», ha affermato la scienziata. Per questo, prima di mandare equipaggi in missioni di lunga durata, servirebbero spazi realmente sicuri, protocolli di protezione e alternative concrete per chi si trovi in una relazione diventata violenta.

La ricercatrice ritiene inoltre che il tema sia stato a lungo ridotto a una battuta. Finché il sesso nello spazio resta soltanto materia da scherzo, ha osservato, nessuno lo analizza con il rigore necessario, compresi gli aspetti legati alla contraccezione e alla riservatezza.


Navicelle progettate per un solo modello

Secondo Armstrong, molte scelte tecniche riflettono un’impostazione costruita attorno al corpo maschile e a un’idea di autonomia associata al controllo, alla guida e al comando. La tecnologia, ha spiegato, non è separata dalla cultura di chi la progetta: anche bagni, spazi personali e dotazioni di bordo risentono di questa impostazione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Un episodio citato dalla ricercatrice riguarda il 2019, quando la prima passeggiata spaziale composta da sole donne fu rinviata perché non erano disponibili due tute della misura necessaria. Per Armstrong, il caso mostra come la presenza femminile non sia stata sempre considerata fin dall’inizio nella preparazione delle missioni.

La stessa attenzione, aggiunge, dovrebbe riguardare la prevenzione delle gravidanze e la privacy. Non si tratta soltanto di predisporre strumenti, ma di stabilire in anticipo regole e procedure capaci di proteggere ogni componente dell’equipaggio.


Un precedente che fa discutere

A sostegno delle sue preoccupazioni, Armstrong ha ricordato un episodio avvenuto nel 1999 durante un esperimento di isolamento. Una ricercatrice canadese fu aggredita da un collega ubriaco; la risposta, secondo il racconto della scienziata, consistette nel chiudere i portelli tra i moduli invece di allontanare l’aggressore.

La ricercatrice ha poi richiamato anche le basi dell’Antartide, dove i casi di molestie sono documentati e non sempre vengono denunciati. Sono precedenti che, a suo giudizio, dovrebbero spingere a progettare sistemi di intervento più efficaci prima di affrontare viaggi interplanetari.

L’obiettivo non è prevedere ogni dinamica privata, ma riconoscere che le relazioni possono cambiare e che, in un ambiente chiuso, le conseguenze possono diventare più gravi. Per Armstrong, consenso, sicurezza e tutela personale devono quindi entrare nella progettazione delle future missioni tanto quanto la propulsione o il sostentamento dell’equipaggio.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere