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Attualità 2 min di lettura15 min fa

Maratona di Zhengzhou, padre squalificato per tre anni

Il corridore aveva affrontato la gara con il figlio di nove anni, legato alla sua vita da una corda

Un atleta è stato escluso per tre anni dalle competizioni e ha perso il risultato ottenuto nella maratona di Zhengzhou, in Cina. Durante la gara aveva corso con il figlio di nove anni assicurato al proprio corpo mediante una corda.

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Altri casi nelle gare cinesi

Nel gennaio 2026, alla maratona di Hong Kong, gli organizzatori avevano invece fermato un uomo che portava un neonato tra le braccia e impugnava uno smartphone con l’altra mano. Il partecipante era stato allontanato dal tracciato insieme al bambino dopo l’accertamento della violazione.

Un episodio simile era stato registrato il 27 settembre alla maratona di Taiyuan. In quell’occasione un corridore aveva fatto entrare in gara un bambino usando il proprio pettorale; il tempo ottenuto era stato cancellato e all’uomo era stato vietato di tornare alla manifestazione per due anni.


Video e provvedimento disciplinare

A Zhengzhou la scena è diventata pubblica attraverso un filmato diffuso sui social cinesi. Le immagini mostrano il padre procedere davanti al bambino, con il legame teso tra i due, mentre il piccolo cerca di mantenere l’andatura stabilita dall’adulto.

Secondo una partecipante, che li avrebbe incrociati lungo il percorso, padre e figlio avrebbero corso insieme per circa 18 chilometri, sostenendo in alcuni momenti una velocità elevata. Gli organizzatori non hanno però confermato ufficialmente questa ricostruzione.

La gara si era svolta il 18 ottobre. Dopo la diffusione del video e le segnalazioni ricevute, il comitato della Zhengzhou Marathon ha annunciato il 23 ottobre la cancellazione del piazzamento e la sospensione triennale del corridore.

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Età minima e rischi fisici

Il regolamento della manifestazione stabilisce che per la maratona completa occorre avere almeno 20 anni. Per la mezza maratona il limite è invece fissato a 18 anni: il bambino, quindi, non avrebbe potuto iscriversi regolarmente alla competizione.

Le norme definiscono inoltre la maratona come un’attività ad alta intensità e di lunga durata, che richiede preparazione adeguata e comporta possibili rischi. Le polemiche si sono concentrate soprattutto sulle condizioni fisiche del minore e sulla sua capacità di affrontare un percorso tanto impegnativo.

Guo Jianjun, docente del Centro per l’innovazione nella medicina dello sport e nell’integrazione tra attività medica e sportiva della Capital University of Physical Education and Sports, ha richiamato l’attenzione sull’apparato scheletrico ancora in crescita. «Lo sviluppo fisico dei minorenni non è ancora completo e partecipare a una maratona può esporli al rischio di fratture e fissurazioni ossee», ha spiegato.

Anche Chen Xueli, responsabile della medicina riabilitativa all’ospedale Shijitan di Pechino, ha segnalato possibili criticità nella gestione della temperatura corporea. «Durante una maratona la temperatura corporea aumenta. Poiché bambini e adolescenti hanno una capacità inferiore di regolare la temperatura, il calore può compromettere diverse funzioni dell’organismo», ha dichiarato.

La specialista ha aggiunto che un bambino potrebbe non riconoscere tempestivamente i segnali di un malore né riuscire a gestire un’emergenza in un percorso affollato e molto esteso. Tra gli elementi di cautela rientrano anche lo sviluppo incompleto dell’organismo e del sistema cardiovascolare.

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