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Attualità 3 min di lettura18 min fa

Chi investe ottiene competenze finanziarie: media a 60 punti

Il 39% raggiunge almeno 60 punti, mentre il 10% resta nell’area dell’analfabetismo finanziario

L’educazione finanziaria degli italiani rimane sotto il livello considerato sufficiente: l’Edufin Index 2026 si è fermato a 56 punti su 100.

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Competenze e sicurezza economica

La ricerca collega una maggiore preparazione finanziaria a una percezione più positiva della propria condizione economica. Il benessere generale della popolazione ha raggiunto 59 punti, mentre quello psicofinanziario, legato alla sicurezza nella gestione del denaro e alla fiducia nelle proprie capacità, si è attestato a 51.

A pesare è soprattutto l’incertezza per gli anni a venire. Secondo il rapporto, le conoscenze producono effetti concreti quando aiutano le persone a prendere decisioni, organizzare le risorse e proteggersi dai rischi.

Marco Oddone, amministratore delegato di Alleanza Assicurazioni, ha collegato i risultati all’esperienza maturata e al coinvolgimento nelle scelte economiche. «Sapere non basta, l’educazione finanziaria e assicurativa produce valore quando aiuta le persone a scegliere, agire e guardare al futuro con maggiore sicurezza», ha dichiarato.


Investitori sopra la media

L’edizione di quest’anno ha separato per la prima volta chi ha risparmiato e investito in strumenti finanziari negli ultimi 24 mesi da chi non lo ha fatto. Gli investitori rappresentano il 73% della popolazione e ottengono in media 60 punti, mentre il restante 27% si ferma a 46.

Tra i primi risultano più sviluppate sia la consapevolezza sia l’abitudine a comportamenti finanziari attenti. Il dato suggerisce una relazione tra partecipazione diretta alle decisioni economiche e livello delle competenze.

Nel complesso, il 39% degli italiani raggiunge o supera quota 60. Il 51% si colloca nella fascia compresa tra 41 e 59 punti, mentre il 10% non supera quota 40. Rispetto al 2025, la situazione è rimasta sostanzialmente invariata.


Differenze tra età e genere

Il punteggio medio degli uomini è di 58 punti, contro i 54 delle donne. Il divario di genere si è così ridotto a quattro punti, rispetto ai cinque rilevati nell’edizione precedente.

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Anche l’età incide sui risultati: la fascia tra 45 e 64 anni arriva a 57 punti, mentre quella tra 18 e 24 anni si ferma a 52. La distanza è di cinque punti, uno in meno rispetto al 2025; tra gli investitori, però, il divario generazionale sale a sette punti.

L’indice dedicato alla socializzazione finanziaria dei giovani ha raggiunto 66 punti, con un incremento di sei punti rispetto al 2024. L’indicatore misura il modo in cui, soprattutto in famiglia, si formano conoscenze, atteggiamenti e abitudini legati al denaro.


Il ruolo della famiglia

Il 91% dei genitori afferma di affrontare con i figli temi legati ai soldi. Le conversazioni riguardano soprattutto gli acquisti desiderati, citati dal 59%, e le decisioni di spesa, indicate dal 46%.

Seguono il risparmio, al 37%, il bilancio familiare, al 36%, le notizie economiche e finanziarie, al 21%, e, con la stessa percentuale del 20%, investimenti e assicurazioni.

Anche la gestione di piccole somme può contribuire all’apprendimento, ma la paghetta viene ricevuta regolarmente dal 33% dei ragazzi e dal 26% delle ragazze. Il rapporto invita quindi ad ampliare il confronto, passando dai consumi immediati alla programmazione delle esigenze future.


La presentazione dello studio

L’Edufin Index è stato illustrato il 29 ottobre a Roma dalla Fondazione Alleanza, dedicata alla memoria di Mario Gasbarri, con il supporto accademico di SDA Bocconi School of Management. All’incontro hanno partecipato il presidente del Senato Ignazio La Russa, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, la sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti e Paolo Osnato, alla guida della Commissione Finanze della Camera.

Giancarlo Fancel, amministratore delegato e responsabile per l’Italia di Generali, ha definito l’educazione finanziaria uno strumento utile per rafforzare il benessere, la capacità di reagire alle difficoltà e la pianificazione. Ha inoltre spiegato che la società intende collaborare con le istituzioni per favorire decisioni più consapevoli e una maggiore protezione del patrimonio.

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