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Attualità 3 min di lettura12 ott

Manovra, il nodo dei 28,8 miliardi: pensioni e banche sotto esame

La legge di bilancio deve finanziare pensioni, misure per giovani e famiglie, energia e difesa mentre il governo cerca un’intesa con banche e assicurazioni.

«Anziché portare la spesa militare al 5%, noi dobbiamo portare la sanità al 7% del Pil». Elly Schlein ha così motivato il voto contrario del Pd sullo scostamento di bilancio, annunciato al Forum di Confesercenti. Nel mirino della segretaria dem c’è l’aumento delle risorse destinate alla difesa, pari a 14 miliardi, collegato all’obiettivo del 5% del Pil.

Il passaggio parlamentare riguarda un disavanzo aggiuntivo da 28,8 miliardi, reso possibile dall’attivazione della clausola di salvaguardia europea per difesa ed energia. La Camera e il Senato dovranno esprimersi sulla risoluzione relativa al Documento di finanza pubblica e sullo scostamento, mentre il governo prepara il quadro complessivo della prossima legge di bilancio.

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Il governo cerca una maggioranza sulle risorse

Il calendario prevede già un confronto decisivo con Giancarlo Giorgetti: il ministro dell’Economia è atteso oggi in audizione davanti alle commissioni riunite di Camera e Senato. Domani, invece, il Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare il Documento di finanza pubblica destinato a Bruxelles, documento che definirà i margini entro cui costruire la manovra.

La trattativa resta aperta perché le richieste dei partiti aumentano, mentre le coperture disponibili devono sostenere più capitoli. Forza Italia punta a interventi fiscali per giovani, lavoratori con redditi contenuti e pensionati; la Lega insiste invece sull’uscita anticipata dal lavoro e su misure per contenere il costo dell’energia.


Pensioni, il peso della demografia

Il problema previdenziale nasce anche dall’invecchiamento della popolazione: oggi una persona su quattro in Italia ha almeno 65 anni. La spesa per gli assegni pensionistici ha raggiunto 366,54 miliardi, una cifra superiore al 15% del Pil, e secondo le stime del Dpfp potrebbe salire di oltre 14,7 miliardi nel 2027 se non saranno introdotti cambiamenti rispetto alla normativa vigente.

In questo scenario è circolata l’ipotesi di limitare la rivalutazione delle pensioni più alte. Al momento, tuttavia, la proposta non avrebbe ricevuto una conferma concreta all’interno della maggioranza e il testo della legge di bilancio non è ancora definito.

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Le proposte dei partiti sui giovani

Antonio Tajani ha indicato tra le priorità di Forza Italia l’ampliamento della soglia di esenzione fiscale per gli under 35 e una riduzione delle imposte sulle tredicesime di chi ha stipendi modesti, oltre che dei pensionati. Il vicepremier ha collegato queste misure alla possibilità per i giovani di restare in Italia e per le famiglie di arrivare alla fine del mese.

Claudio Durigon ha rilanciato invece la pensione a 64 anni come opzione accessibile a tutti, con un assegno calcolato interamente secondo il metodo contributivo. Il sottosegretario al Lavoro ritiene che la misura potrebbe favorire il ricambio generazionale. Per i lavoratori più giovani, la Lega propone inoltre un’aliquota del 5% sugli aumenti salariali ottenuti nei primi cinque anni; la stessa idea interessa anche Giorgetti.


Bollette e contributo degli istituti

Tra le ipotesi allo studio compare anche un tetto alle tariffe energetiche, costruito sul modello dei meccanismi già utilizzati da Eni e da altre società nel settore dei carburanti. Durigon ha parlato di prezzi aggiornabili in base alle oscillazioni del mercato e di un confronto già avviato con aziende come Enel ed Eni.

Per rafforzare le entrate, l’esecutivo guarda inoltre a banche e compagnie assicurative. Matteo Salvini considera possibile un apporto volontario di almeno 5 miliardi di euro, ma Forza Italia esclude il ricorso a una nuova imposta sugli extraprofitti. Tajani ha sostenuto che il contributo dovrà nascere da un’intesa negoziata con gli operatori, senza un’imposizione fiscale diretta.

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