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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Manovra 2027, soglia forfait a 100mila euro: dubbi sull’Iva

Bruxelles valuta l’estensione, mentre oltre 85mila euro scatterebbero gli obblighi Iva previsti dalle regole europee.

Il governo ha inserito nella manovra 2027 l’aumento da 85mila a 100mila euro della soglia per il regime forfettario delle partite Iva. La misura è ora sotto esame della Commissione europea.

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L’Iva separata dal regime fiscale

L’innalzamento riguarderebbe le imposte sui redditi, ma non cancellerebbe il limite europeo previsto per l’esenzione dall’Iva, fissato a 85mila euro. Chi incassa tra 85mila e 100mila euro potrebbe quindi restare soggetto all’aliquota sostitutiva del 15%, oppure del 5% nei casi previsti, dovendo però applicare l’Iva sulle fatture.

Per questi contribuenti aumenterebbero anche gli obblighi amministrativi: registrazione e versamento dell’imposta, gestione della contabilità e adempimenti collegati. L’Iva pagata sugli acquisti sarebbe detraibile da quella dovuta, ma per chi vende direttamente ai consumatori potrebbe rendersi necessario scegliere tra un prezzo finale più alto e una riduzione del margine.


I costi per le finanze pubbliche

L’estensione del beneficio avrebbe un costo stimato in 260 milioni di euro l’anno. La cifra si aggiungerebbe alle minori entrate già associate al regime forfettario, quantificate in 3,49 miliardi annui nell’ultimo rapporto del ministero dell’Economia sulle spese fiscali.

La valutazione comprende gli effetti sia sulle imposte dirette sia sull’Iva. Ulteriori indicazioni sul giudizio europeo potrebbero arrivare il 24 novembre, con la pubblicazione da parte di Bruxelles del pacchetto autunnale del semestre europeo.


Il dubbio sull’emersione dei redditi

L’ampliamento della soglia è stato sostenuto dalla Lega e ripropone la motivazione utilizzata per le precedenti modifiche: una tassazione più leggera dovrebbe incoraggiare la dichiarazione integrale dei ricavi. Le analisi disponibili, tuttavia, non mostrano finora un risultato chiaro in questa direzione.

Nel 2022 la commissione indipendente incaricata dal ministero dell’Economia di analizzare l’evasione aveva evidenziato un possibile meccanismo opposto. Il timore è che chi si trova vicino al limite possa evitare di superarlo dichiarando una parte minore degli incassi, così da non perdere il trattamento agevolato.

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Redditi dichiarati e disparità fiscali

Alessandro Santoro, economista ed ex presidente della commissione, ha confrontato l’andamento dei redditi denunciati dai contribuenti forfettari con quello degli autonomi rimasti nell’Irpef. Tra il 2023 e il 2024, rispetto al 2019, i primi hanno registrato una crescita media del 23,7%, arrivando a 17.190 euro; per gli altri l’aumento è stato del 21,1%, fino a 40.900 euro.

La distanza tra le due dinamiche non basta, secondo l’analisi citata, a dimostrare una significativa riduzione del reddito non dichiarato. Il regime, introdotto nel 2015 con soglie diverse in base alle attività e un massimo di 40mila euro, era salito a 65mila nel 2019 e a 85mila nel 2023. La fuoriuscita immediata è prevista per chi supera i 100mila euro.


Imposte diverse a parità di reddito

Le raccomandazioni rivolte all’Italia nel 2025 dalla Commissione europea hanno segnalato che la diffusione dei regimi sostitutivi restringe ulteriormente la base imponibile dell’Irpef e riduce la capacità redistributiva del sistema. Il problema riguarda anche contribuenti con redditi simili, ma sottoposti a prelievi differenti in base alla fonte del guadagno.

L’Ufficio parlamentare di bilancio aveva stimato, dopo l’aumento della soglia a 85mila euro, un risparmio medio annuo di circa 7.700 euro per i nuovi aderenti rispetto a un dipendente con lo stesso reddito. Per alcuni professionisti il vantaggio medio sarebbe arrivato a 9.600 euro, mentre per un quarto dei beneficiari avrebbe superato 13.264 euro.

La differenza dipende anche dal calcolo forfettario: il reddito imponibile viene ottenuto applicando percentuali fissate dalla legge ai ricavi e sottraendo i contributi previdenziali obbligatori. Le spese realmente sostenute, invece, non vengono considerate.

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