Manovra 2027, 5 miliardi per difendere il reddito: cosa cambia
Il piano punta a sostenere i nuclei più esposti, mentre i dati mostrano un nuovo arretramento della capacità di spesa e persistenti divari nei consumi.
Nel 2025 quasi tre famiglie su dieci hanno tagliato quantità o qualità degli alimenti acquistati: il dato è sceso al 29,4% dal 31,1% registrato nel 2024, ma resta significativo. Anche la distanza tra i consumi rimane ampia: il quinto dei nuclei che spende di più sostiene esborsi pari a cinque volte quelli del quinto con la spesa più bassa.
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Aiuti mirati ai nuclei più esposti
Tra gli strumenti già attivi e destinati alle situazioni più delicate figurano l’Assegno di inclusione, ora accessibile anche a gruppi precedentemente esclusi, e la proroga della carta «Dedicata a te» per le famiglie con redditi contenuti. È previsto inoltre il prolungamento del sostegno straordinario sulle utenze riservato a chi beneficia del bonus sociale.
Il pacchetto in preparazione comprende anche la conferma del bonus nuovi nati, del bonus nido e degli interventi per coprire le spese indispensabili. Per i bambini nati di recente dovrebbe partire, inoltre, una forma di accantonamento destinata alla futura previdenza.
Retribuzioni e prezzi, il divario ritorna
La pressione sui bilanci domestici si è riaccesa dopo una fase di recupero. Nel secondo trimestre il reddito disponibile è salito dello 0,4%, ma il deflatore dei consumi è aumentato dell’1,4%: il risultato è una contrazione dello 0,9% della capacità di acquisto rispetto ai tre mesi precedenti, secondo le rilevazioni dell’Istat.
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Anche il rapporto tra stipendi e inflazione mostra segnali meno favorevoli. Dopo il recupero proseguito senza interruzioni dalla fine del 2023, nel 2026 le retribuzioni contrattuali dovrebbero crescere mediamente del 2,5%, mentre l’inflazione già incorporata nelle dinamiche dell’anno è indicata al 3,0%.
La priorità vale circa 5 miliardi
In questo scenario, il Documento programmatico di bilancio 2027 assegna alla tutela della capacità di spesa familiare un ruolo centrale, con un’attenzione specifica alle fasce vulnerabili. La componente dedicata alle politiche familiari e agli interventi sociali rappresenta lo 0,21% del Pil nel 2027, per un valore vicino a 5 miliardi.
Si tratta della voce più elevata tra gli impieghi indicati nel documento. L’incidenza è destinata a ridursi allo 0,12% nel 2028 e allo 0,11% nel 2029. Tra le ipotesi considerate dal Governo ci sono anche l’aliquota del 15% sulle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni, fino a 1.500 euro l’anno, e l’incremento da 60 a 80 euro mensili del sostegno alle madri lavoratrici con due figli e reddito inferiore a 40mila euro.
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