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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Manovra, 1,6 miliardi per voucher sanitari agli anziani

La Carta da 300 euro riguarderà circa 5,5 milioni di pensionati over 75, ma restano da definire le spese ammesse

La manovra destina 1,6 miliardi di euro a un voucher sanitario per gli anziani, utilizzabile per spese non coperte dal Servizio sanitario nazionale. Le nuove risorse dirette alla sanità pubblica ammontano invece a 2,4 miliardi per il 2027, escluso il miliardo già previsto dalla precedente legge di Bilancio.

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Chi potrà ricevere la Carta

La misura, sostenuta da Forza Italia e rivendicata da Antonio Tajani, prevede una Carta dal valore di 300 euro. Potrà ottenerla chi avrà compiuto 75 anni entro il 31 dicembre 2026 e nel 2025 avrà ricevuto trattamenti pensionistici complessivi non superiori a 28mila euro lordi.

Secondo la relazione tecnica, la platea potenziale raggiunge circa 5,5 milioni di persone. Il criterio non considera l’Isee, il reddito complessivo della famiglia o il patrimonio, ma soltanto l’ammontare delle pensioni. Il beneficio, quindi, potrebbe andare anche a pensionati che dispongono di altre entrate o di beni di valore.

L’articolo 53 della legge di Bilancio assegna 1.645 milioni alla misura: 1.637 milioni serviranno per finanziare le Carte, mentre 8 milioni saranno utilizzati dall’Inps per le procedure di attribuzione.


Spese ammesse ancora da stabilire

La Carta dovrebbe coprire l’acquisto di farmaci e il pagamento di visite specialistiche, cure odontoiatriche e altre prestazioni escluse dall’assistenza pubblica. Giorgia Meloni ha precisato che il contributo sarà impiegabile soltanto per costi sanitari non sostenuti dal Servizio sanitario nazionale.

Il testo approvato non elenca però in modo dettagliato beni e prestazioni finanziabili. Un decreto successivo dovrà indicare gli esercizi commerciali, le strutture e i professionisti autorizzati ad accettare la Carta. Non è stato ancora chiarito neppure se l’assegnazione avverrà automaticamente oppure su richiesta degli interessati.

Per ora lo stanziamento riguarda esclusivamente il 2027. L’Associazione nazionale dentisti italiani ha accolto positivamente l’inserimento delle cure odontoiatriche tra gli impieghi attesi del voucher, in attesa delle regole applicative.


Quanto vale il contributo

I 300 euro possono alleggerire le spese di alcune famiglie, ma hanno una durata limitata rispetto ai costi ordinari. Nel 2025, secondo i dati Istat sui consumi, una persona sola con almeno 65 anni ha sostenuto in media 104 euro al mese per farmaci, visite, esami e altre cure.

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A questo ritmo, la somma coprirebbe meno di tre mesi di spesa sanitaria media. Inoltre, alcuni potenziali beneficiari già usufruiscono dell’esenzione E01 per le prestazioni specialistiche ambulatoriali: riguarda gli over 65 appartenenti a nuclei con reddito complessivo inferiore a 36.151,98 euro.

Il voucher consentirebbe in questi casi di acquistare prestazioni aggiuntive nel settore privato, soprattutto quando il servizio pubblico non riesce a garantirle nei tempi necessari. La misura interviene quindi sulla spesa sostenuta dagli utenti, senza aumentare direttamente il personale o la capacità degli ambulatori pubblici.


Le cifre della sanità pubblica

La manovra indica per il Servizio sanitario nazionale 2,4 miliardi di risorse aggiuntive nel 2027, oltre al miliardo già disposto in precedenza. Il dato è inferiore ai 5 miliardi inizialmente indicati dal governo dopo il Consiglio dei ministri di mercoledì.

Il miliardo e 600 milioni destinato ai voucher viene invece conteggiato tra gli interventi sanitari, pur non finanziando nuove assunzioni, strutture pubbliche o un rafforzamento stabile delle prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale.

Secondo il nono Rapporto Gimbe, nel 2025 le famiglie italiane hanno pagato direttamente 42,4 miliardi di euro per le cure. Il Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio pubblicato il 31 marzo 2026 calcola che questa spesa rappresenti il 23,6% del totale sanitario, quasi nove punti oltre la media europea.

Circa un terzo della spesa sanitaria pubblica, inoltre, è destinato a prestazioni e servizi acquistati da operatori privati. Il nuovo contributo si aggiunge così a un sistema nel quale una quota rilevante delle cure viene già sostenuta direttamente dai cittadini o finanziata attraverso fornitori privati.

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