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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Made in Italy, la sfida globale: perché l’export resiste

A Londra istituzioni ed esperti hanno indicato diversificazione, innovazione e investimenti come leve per rafforzare le imprese italiane in uno scenario instabile.

Diversificare i mercati, continuare a innovare e non interrompere gli investimenti: sono queste le direttrici emerse a Londra per accompagnare la crescita delle imprese italiane. Nonostante l’instabilità geopolitica, l’aumento dei tassi e le tensioni sugli scambi internazionali, il sistema produttivo nazionale ha mantenuto una capacità di reazione significativa.

La discussione si è svolta nella sede del Financial Times durante una tavola rotonda promossa da Il Sole 24 Ore, appuntamento preparatorio alla settima edizione del Made in Italy Summit 2026.


L’export cerca nuovi spazi

Secondo Michele Pignotti, amministratore delegato di SACE, la crescita delle esportazioni italiane rispetto a quelle di altri Paesi è legata soprattutto alla capacità delle aziende di puntare sulla tecnologia e di difendere la propria posizione sui mercati. Le imprese, ha spiegato, hanno continuato a destinare risorse agli investimenti anche quando il costo del denaro è aumentato.

«In una fase come questa, la risposta passa dalla diversificazione», ha detto Fabio Cassese, Ambasciatore d’Italia nel Regno Unito, aprendo l’incontro. A suo giudizio, le aziende non devono contrapporre il mercato europeo alle altre aree del mondo: l’obiettivo è allargare la presenza internazionale, contando sul sostegno delle istituzioni.

Per Pignotti, l’atteggiamento adottato dalle imprese non è soltanto difensivo. La spinta verso l’innovazione viene utilizzata per conquistare un vantaggio competitivo e affrontare con maggiore forza una congiuntura complessa.

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La reputazione italiana migliora

Nel corso della serata è stato sottolineato anche il ruolo della stabilità politica registrata negli ultimi anni. Federico Silvestri, amministratore delegato del Gruppo Il Sole 24 Ore, ha osservato che la percezione internazionale dell’Italia è cambiata e che il Paese viene oggi associato a nuove opportunità economiche.

Silvestri ha richiamato, tra gli esempi più recenti, gli accordi Mercosur e il contributo che l’Italia può offrire a un’Europa chiamata a reagire con maggiore rapidità. Il rafforzamento della reputazione nazionale, secondo quanto emerso, può favorire sia le relazioni commerciali sia l’attrazione di nuovi investimenti.


Il summit guarda all’incertezza

Il confronto londinese anticipa il Made in Italy Summit 2026, in programma dal 6 all’8 ottobre. L’iniziativa digitale, organizzata da Il Sole 24 Ore, Financial Times e SkyTG24, sarà dedicata alle prospettive del sistema produttivo italiano.

Il tema scelto per la settima edizione è «Sostenere la crescita in un’era di instabilità». Imprenditori, dirigenti, esponenti politici, economisti ed esperti italiani e stranieri discuteranno delle conseguenze della situazione geopolitica, dell’innovazione tecnologica, delle nuove tensioni commerciali e della trasformazione delle catene di approvvigionamento.

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