9.000Lettori online ora
Attualità 3 min di lettura30 set

Londra guarda a Bruxelles: il nodo Brexit e le alleanze da ricucire

Francesco Torselli vede margini concreti per rafforzare i rapporti tra Regno Unito e Unione europea, ma senza ignorare il voto sulla Brexit e il tema dei confini.

Per il Parlamento europeo, un eventuale riavvicinamento al Regno Unito dovrebbe essere valutato alla luce degli interessi di cittadini e imprese dell’Unione. Francesco Torselli, eurodeputato di Fratelli d’Italia e componente della delegazione incaricata dei rapporti con Londra, considera quindi utile rafforzare il dialogo su più fronti.

Italia e Regno Unito, aggiunge, hanno già costruito una collaborazione solida, dalla gestione dei flussi migratori alle principali crisi internazionali. Un rapporto più stretto tra le due sponde della Manica, secondo Torselli, potrebbe produrre vantaggi condivisi.


Il Parlamento europeo apre al dialogo

L’eurodeputato ritiene che l’Eurocamera debba attenersi ai trattati e tutelare gli interessi europei anche attraverso una relazione più intensa con Londra. Non si tratterebbe soltanto di una scelta politica, ma di una risposta a interessi comuni già evidenti.

La cooperazione italo-britannica rappresenta, in questo quadro, un precedente significativo. Le due capitali hanno lavorato insieme su dossier internazionali e migratori, mantenendo una collaborazione che negli anni, secondo Torselli, è diventata sempre più stretta.


Brexit resta il limite politico

L’apertura di Andy Burnham sul possibile ritorno nell’Unione europea viene giudicata dall’eurodeputato un segnale incoraggiante, anche se non necessariamente separato dalle esigenze della politica interna britannica. Il premier, appena insediato, avrebbe infatti valutato anche le reazioni dell’opinione pubblica nazionale.

Torselli preferisce tuttavia concentrarsi sul valore del messaggio e non sulle dinamiche interne del Regno Unito. Da europeo, ribadisce che «la Gran Bretagna è Europa» anche se non appartiene all’Unione, mentre un’eventuale modifica della scelta compiuta con la Brexit dovrebbe passare da un nuovo percorso democratico.


Cooperazione sì, ma con confini chiari

Un rapporto più intenso potrebbe riguardare il mercato unico, l’unione doganale e la mobilità dei giovani. Torselli considera i primi due obiettivi particolarmente ambiziosi, anche perché non erano stati completati integralmente nemmeno durante la partecipazione britannica all’Unione.

Diverso il discorso per gli scambi giovanili, che hanno preceduto in parte la stessa costruzione europea. Cultura, musica, moda e opportunità professionali hanno favorito per decenni la circolazione tra Regno Unito e continente, creando legami che oggi potrebbero essere rilanciati.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Il contesto, però, è cambiato rispetto agli anni Settanta e Ottanta. Il Regno Unito registra un milione di ingressi di immigrati irregolari all’anno e la protezione dei confini è diventata una questione centrale nella politica britannica, compresa quella della sinistra. Per questo, sostiene Torselli, ogni progetto di maggiore mobilità dovrebbe tenere conto anche di questo elemento.


Difesa e tecnologia al vertice

Tra i settori in cui la collaborazione appare più necessaria figurano difesa e approvvigionamento energetico. Le minacce globali renderebbero poco efficace una separazione permanente tra Unione europea e Regno Unito, mentre il commercio continua a rappresentare un collegamento tradizionale tra le due aree.

Un’altra priorità indicata dall’eurodeputato è la trasformazione digitale. L’Unione europea prevede investimenti superiori a 400 miliardi nella prossima programmazione, mentre Londra mantiene una posizione avanzata nella ricerca sull’intelligenza artificiale.

L’Europa, osserva Torselli, dispone a sua volta di competenze rilevanti nell’informatica quantistica, nell’elaborazione ai margini e nella sicurezza informatica. Unendo queste capacità, le due parti potrebbero rafforzare la propria posizione nella competizione con Stati Uniti e Cina.


Il vertice dovrà chiarire le opzioni

A poche settimane dal prossimo vertice tra Unione europea e Regno Unito, Londra dovrebbe presentare le possibilità per un riavvicinamento. Tra queste, secondo quanto riferito da Burnham, rientrerebbe anche l’ipotesi di un ritorno nell’Unione.

Torselli considera legittimo che il premier affronti il tema, ma ricorda che il popolo britannico ha già espresso il proprio orientamento sulla Brexit. Se quella scelta fosse cambiata, spiega, esisterebbero gli strumenti democratici per comunicarlo al governo e avviare un nuovo percorso.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere