Londra-Bruxelles, la sfida dei 10 miliardi passa dal vertice di novembre
Il 20 novembre Regno Unito e Unione europea proveranno a chiudere tre intese, mentre Londra prepara una trattativa più ampia sul futuro dei rapporti bilaterali.
Il riavvicinamento tra Londra e Bruxelles torna al centro del confronto politico britannico, con una posta economica che il governo stima in circa dieci miliardi di sterline l’anno entro il 2040. Il tema sarà affrontato al vertice del 20 novembre, ma le opposizioni temono che l’iniziativa possa riaprire il capitolo della Brexit.
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Il vertice parte da tre negoziati
L’incontro si terrà a Bruxelles e sarà il secondo vertice bilaterale dall’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Alla riunione parteciperanno il primo ministro britannico Andy Burnham, il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Sul tavolo ci sono tre dossier già individuati: le regole sanitarie e fitosanitarie per rendere più agevole il commercio di prodotti agroalimentari, il possibile collegamento dei sistemi di scambio delle emissioni e un progetto di mobilità destinato ai giovani. La riunione era stata programmata per luglio, ma il cambio alla guida del governo britannico ne aveva provocato il rinvio dopo le dimissioni di Sir Keir Starmer.
Londra vuole andare oltre l’emergenza
Burnham considera gli accordi più immediati soltanto il primo passo. Intervenendo alla Camera dei Comuni, il premier ha sostenuto che «restare con la situazione attuale non è abbastanza» e ha definito ingiustificabile non verificare la possibilità di una relazione più ambiziosa con Bruxelles.
Crescita, gestione dell’immigrazione e sicurezza sono le priorità indicate dal governo. Il primo ministro ha però chiarito che, prima di discutere ipotesi più radicali, Londra punta a ottenere risultati concreti a novembre. Nel lungo periodo non sono state escluse nemmeno formule più strette, come un eventuale ritorno nel mercato unico o nell’unione doganale.
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Difesa e industria entrano nel confronto
António Costa ha descritto come essenziale un rafforzamento della collaborazione tra due partner uniti da interessi e valori condivisi. Oltre ai tre accordi principali, il presidente del Consiglio europeo ha prospettato possibili intese su difesa, sicurezza, migrazione e lotta alla criminalità.
Il confronto si colloca nel quadro del partenariato strategico e dell’intesa sulla sicurezza e la difesa firmati nel maggio 2025. Londra intende inoltre contestare il programma europeo Made in Europe, pensato per sostenere la produzione industriale del continente e ritenuto potenzialmente penalizzante per le aziende britanniche.
La Brexit divide ancora Westminster
L’apertura verso Bruxelles ha provocato reazioni negative tra i conservatori. Kemi Badenoch ha accusato Burnham di mettere nuovamente in discussione l’accordo sulla Brexit e ha sostenuto che l’Unione europea non offrirà condizioni più favorevoli al Regno Unito.
Anche Reform UK si è schierata contro l’iniziativa, mentre i liberaldemocratici hanno chiesto al governo di trasformare gli annunci in una vera trattativa. Il vertice dovrà quindi chiarire quanto margine esista per migliorare i rapporti tra Londra e Bruxelles, a dieci anni dal referendum che sancì l’uscita britannica dall’Unione.
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