Lo scontro con Lula e l’attacco a L’Avana: la delegazione cubana lascia l’aula
Alla riunione di New York una consuetudine diplomatica si è trasformata in protesta: i rappresentanti cubani hanno abbandonato i lavori mentre il presidente americano attaccava L’Avana e il continente.
Per la prima volta una prassi delle Nazioni Unite è stata piegata in chiave di scontro. A New York, nel corso dell’Assemblea generale, la delegazione cubana ha lasciato la sala mentre parlava Donald Trump, in un passaggio che ha spezzato una regola seguita dal 1955.
Una consuetudine diventata arma
Quella sequenza, normalmente, prevede che il primo a intervenire sia il presidente del Brasile e subito dopo il rappresentante degli Stati Uniti, in quanto paese ospitante. La formula è un omaggio a Osvaldo Aranha, il diplomatico brasiliano che guidò la prima sessione speciale dell’Assemblea generale nel 1947.
L’Avana nel mirino di Trump
Secondo il racconto dell’episodio, il cerimoniale è stato usato in maniera ostile per la prima volta. Trump ha sovrastato il discorso del leader brasiliano e, più avanti, ha rivolto minacce all’isola e al resto del continente, arrivando a rivendicare un ruolo degli Usa egemone anche attraverso la forza.
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Il gesto che rompe il protocollo
L’abbandono dell’aula da parte dei cubani ha segnato la reazione più evidente allo scontro verbale. Il fatto che una regola rimasta intatta per decenni sia stata trasformata in terreno di confronto ha dato misura della tensione esplosa durante la sessione.
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