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Attualità 2 min di lettura7 ore fa

Liceo Righi, la scritta shock con nomi e svastica: cosa è successo

La denuncia del collettivo Ludus Righi dopo la comparsa, nella sede di via Boncompagni, di un elenco offensivo rivolto a studenti ed ex studenti.

Il dirigente Giovanni Cogliandro ha definito «abominevole» l’episodio avvenuto al liceo Righi. Secondo il preside, la scuola lavora da anni sulla prevenzione della violenza, compresa quella verbale, ma il caso dimostra che persistono atteggiamenti legati a una cultura patriarcale.

Anche al liceo Giulio Cesare, nel novembre del 2025, erano comparsi elenchi analoghi: il primo riportava i nomi di 8 ragazze e un ragazzo, mentre un episodio successivo, al termine dell’occupazione, coinvolse anche due docenti. Nello stesso istituto erano state trovate nei bagni frasi ingiuriose contro la dirigente scolastica.

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Il caso riaccende l’allarme

La nuova segnalazione arriva dalla sede succursale del Righi in via Boncompagni, nel centro di Roma. Sulle pareti è comparso un elenco associato alla parola “stupri”, con i nomi di persone che frequentano o hanno frequentato il liceo.

La scritta sarebbe stata realizzata durante un aperitivo organizzato dalla lista Delta. Accanto all’elenco è stata inoltre tracciata una svastica, apparentemente con lo stesso pennarello. Il materiale è stato rimosso poco dopo la sua scoperta.


La condanna del collettivo

A portare il fatto all’attenzione pubblica è stato il Collettivo Ludus Righi. Gli studenti hanno espresso forte sconcerto e hanno respinto l’idea che simili contenuti possano essere considerati una semplice bravata tra coetanei.

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«Un muro si può ripulire, al contrario della cultura che la genera», hanno scritto i ragazzi, sottolineando che la cancellazione della scritta non elimina la mentalità alla base dell’episodio. Il collettivo ha parlato di un gesto inaccettabile e ha ricondotto quanto accaduto alla permanenza di una mentalità patriarcale nella società.


Prevenzione e responsabilità

Cogliandro ha ricordato l’impegno degli insegnanti e le attività avviate dall’istituto per contrastare ogni forma di violenza. Il dirigente ha osservato che anche il tentativo di presentare lo stupro come oggetto di ironia rappresenta un segnale grave.

«Ci sono residui di patriarcato, è indubbio, e anche questa idea di poter scherzare sullo stupro lo dimostra», ha affermato il preside. La vicenda del Righi si inserisce così in una serie di episodi emersi in scuole romane, dove gli elenchi hanno colpito studentesse, studenti e, in un caso precedente, anche componenti del personale docente.

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