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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Libera circolazione con l’Ue, Burnham sfida i suoi critici

Il premier britannico chiede di valutare senza pregiudizi un nuovo rapporto con Bruxelles, ma esclude euro e area Schengen.

Andy Burnham riapre un tema che il Regno Unito sembrava aver archiviato con l’uscita dall’Unione Europea: la possibilità di tornare a una forma di libera circolazione con il continente. Il primo ministro britannico ha chiesto di esaminare l’ipotesi senza tabù, pur fissando due limiti precisi: niente adozione dell’euro e nessun ingresso nell’area Schengen.

La proposta arriva mentre Londra prepara nuove opzioni per rilanciare i rapporti con Bruxelles. Il tema dovrebbe essere affrontato al vertice europeo del 20 novembre, in programma nella capitale belga.

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Burnham chiede un confronto sui flussi

In un colloquio con il Sunday Times, ripreso dalla Bbc, Burnham ha sostenuto che il futuro legame con l’Ue potrebbe comprendere anche l’adesione al mercato unico o, in prospettiva, un ritorno pieno nell’Unione. Entrambe le soluzioni avrebbero conseguenze dirette sulla mobilità dei cittadini europei e britannici.

Il premier ha però insistito sulla necessità di valutare la situazione migratoria attuale senza ricorrere agli argomenti del passato. «Serve un dibattito fondato sui fatti e su prove concrete», ha affermato, osservando che i movimenti delle persone oggi non sarebbero più gli stessi di quelli precedenti alla Brexit.

Secondo Burnham, un tempo prevaleva un’alternanza più frequente di giovani che arrivavano nel Regno Unito e poi lasciavano il Paese. «Una migrazione caratterizzata da un continuo viavai è ben diversa», ha aggiunto, sottolineando che l’equilibrio complessivo dei flussi si sarebbe modificato.

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L’opposizione respinge l’ipotesi

Le parole del primo ministro hanno provocato una reazione immediata tra gli avversari politici. Kemi Badenoch, leader dei conservatori, ha contestato la solidità della proposta e ha sostenuto che Burnham non abbia valutato abbastanza a fondo le conseguenze della questione.

Robert Jenrick, esponente di Reform Uk, ha adottato toni ancora più duri, definendo «folle» l’idea di ripristinare la libera circolazione. Il tema della migrazione, del resto, fu uno degli argomenti centrali della campagna del 2016 a favore dell’uscita dall’Ue, quando venivano criticate le regole che permettevano ai cittadini dell’Unione di trasferirsi liberamente nel Regno Unito.


I limiti fissati dal premier

Burnham ha cercato di distinguere l’apertura al confronto da un sostegno indiscriminato a ogni forma di integrazione europea. «Non credo che potrei mai raccomandare nulla che comporti l’adozione dell’euro o l’ingresso nell’area Schengen», ha precisato.

La sua posizione, quindi, punta a discutere un possibile riassetto dei rapporti con Bruxelles senza riproporre necessariamente tutti i vincoli legati alla partecipazione europea. Le opzioni concrete potrebbero essere presentate al vertice del 20 novembre, quando il governo britannico illustrerà le possibili direzioni per una nuova fase delle relazioni con l’Ue.

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