Libera circolazione con l’Ue, Burnham sfida i suoi critici
Il premier britannico chiede di valutare senza pregiudizi un nuovo rapporto con Bruxelles, ma esclude euro e area Schengen.
Andy Burnham riapre un tema che il Regno Unito sembrava aver archiviato con l’uscita dall’Unione Europea: la possibilità di tornare a una forma di libera circolazione con il continente. Il primo ministro britannico ha chiesto di esaminare l’ipotesi senza tabù, pur fissando due limiti precisi: niente adozione dell’euro e nessun ingresso nell’area Schengen.
La proposta arriva mentre Londra prepara nuove opzioni per rilanciare i rapporti con Bruxelles. Il tema dovrebbe essere affrontato al vertice europeo del 20 novembre, in programma nella capitale belga.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Burnham chiede un confronto sui flussi
In un colloquio con il Sunday Times, ripreso dalla Bbc, Burnham ha sostenuto che il futuro legame con l’Ue potrebbe comprendere anche l’adesione al mercato unico o, in prospettiva, un ritorno pieno nell’Unione. Entrambe le soluzioni avrebbero conseguenze dirette sulla mobilità dei cittadini europei e britannici.
Il premier ha però insistito sulla necessità di valutare la situazione migratoria attuale senza ricorrere agli argomenti del passato. «Serve un dibattito fondato sui fatti e su prove concrete», ha affermato, osservando che i movimenti delle persone oggi non sarebbero più gli stessi di quelli precedenti alla Brexit.
Secondo Burnham, un tempo prevaleva un’alternanza più frequente di giovani che arrivavano nel Regno Unito e poi lasciavano il Paese. «Una migrazione caratterizzata da un continuo viavai è ben diversa», ha aggiunto, sottolineando che l’equilibrio complessivo dei flussi si sarebbe modificato.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
L’opposizione respinge l’ipotesi
Le parole del primo ministro hanno provocato una reazione immediata tra gli avversari politici. Kemi Badenoch, leader dei conservatori, ha contestato la solidità della proposta e ha sostenuto che Burnham non abbia valutato abbastanza a fondo le conseguenze della questione.
Robert Jenrick, esponente di Reform Uk, ha adottato toni ancora più duri, definendo «folle» l’idea di ripristinare la libera circolazione. Il tema della migrazione, del resto, fu uno degli argomenti centrali della campagna del 2016 a favore dell’uscita dall’Ue, quando venivano criticate le regole che permettevano ai cittadini dell’Unione di trasferirsi liberamente nel Regno Unito.
I limiti fissati dal premier
Burnham ha cercato di distinguere l’apertura al confronto da un sostegno indiscriminato a ogni forma di integrazione europea. «Non credo che potrei mai raccomandare nulla che comporti l’adozione dell’euro o l’ingresso nell’area Schengen», ha precisato.
La sua posizione, quindi, punta a discutere un possibile riassetto dei rapporti con Bruxelles senza riproporre necessariamente tutti i vincoli legati alla partecipazione europea. Le opzioni concrete potrebbero essere presentate al vertice del 20 novembre, quando il governo britannico illustrerà le possibili direzioni per una nuova fase delle relazioni con l’Ue.
Continua a leggere
Israele, la sfida di Eizenkot: «O Netanyahu o io»
Il principale sfidante del premier punta a battere il Likud con un margine netto per ricevere l’incarico di formare il prossimo governo.
Michigan, la scommessa di Obama: El-Sayed sfida gli attacchi
L’ex presidente porta migliaia di persone a Detroit e difende il candidato musulmano, mentre Trump lo accusa duramente e prepara il proprio comizio in Michigan.
Orléans, la protesta vietata sfida il congresso di Le Pen
Un centinaio di attivisti si è radunato fuori dalla zona interdetta, a pochi chilometri dall’arena dove Marine Le Pen parlerà alla chiusura del congresso
Putin sfida l’Europa, ma riapre il canale su Ucraina e Usa
Il presidente russo nega un ruolo nelle proteste europee, mentre Mosca e Kiev valutano nuovi colloqui a tre con Washington dopo il 4 novembre.