Libano, cure e aiuti per 3.317 persone: cosa ha portato la cooperazione italiana
Letti, laboratori mobili, energia solare e sostegno ai più fragili sono al centro degli interventi realizzati nel Mount Lebanon
Sono 3.317 le persone raggiunte dagli interventi realizzati nel Mount Lebanon, con 2.164 consultazioni mediche e 17.000 pasti distribuiti. Il progetto ha inoltre rafforzato l’assistenza sanitaria, la protezione sociale e le condizioni di accesso all’acqua per sfollati, rifugiati e comunità ospitanti.
L’azione non si è limitata alle cure: nei centri di accoglienza sono state realizzate attività legate all’igiene e alla disponibilità idrica, mentre alle famiglie sono stati consegnati beni essenziali e alimenti. In questo quadro, la Cooperazione italiana ha sostenuto strutture sanitarie e servizi pensati per raggiungere anche le comunità più lontane dagli ospedali.
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Più servizi direttamente sul territorio
A Baakline, la clinica mobile già acquistata attraverso un precedente intervento di Primissima Emergenza dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo è stata arricchita con strumenti di laboratorio. Ora può svolgere sul posto esami di base, riducendo la necessità per i pazienti di spostarsi e rendendo più semplice l’accesso alle prestazioni.
Nello stesso centro di assistenza sanitaria primaria è entrato in funzione anche un impianto solare, destinato a coprire una parte del fabbisogno elettrico. I pannelli sono stati finanziati dalla Cooperazione italiana, mentre la comunità locale ha contribuito costruendo le strutture necessarie a sostenerli.
L’ospedale amplia la sua capacità
Nel pubblico ospedale Shahar Gharbi di Qabrchmoun sono state rinnovate 16 stanze di degenza, dotate di letti e apparecchiature nuove. La struttura riceve anche i pazienti segnalati dalla clinica mobile, creando un percorso tra l’assistenza fornita nei villaggi e quella ospedaliera.
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Il collegamento tra i due livelli di cura consente alla clinica di intercettare i bisogni sanitari nelle comunità e all’ospedale di accogliere i casi che richiedono valutazioni o trattamenti più approfonditi. L’intervento interessa quindi sia l’organizzazione dei servizi sia le dotazioni disponibili per i malati.
La visita ai due presìdi
I risultati sono stati verificati durante una visita dell’ufficio di Beirut dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, che ha raggiunto entrambe le strutture. A Baakline si è svolta una cerimonia con autorità, organizzazioni partner e rappresentanti delle comunità locali, in occasione della presentazione dell’impianto solare.
Le attività rientrano nel progetto “Supporto integrato a salute, protezione e Wash nel Mount Lebanon”, finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo attraverso il programma di Primissima Emergenza. L’iniziativa è attuata dall’Associazione italiana per la solidarietà tra i popoli (Aispo), insieme al Lebanese Women Forum.
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