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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Leone XIV, confermato il viaggio in Sudamerica dopo l’intervento

La partenza per Uruguay, Argentina e Perù è prevista dal 6 al 17 novembre, dopo l’operazione al polmone.

Papa Leone XIV partirà per Uruguay, Argentina e Perù dal 6 al 17 novembre 2026, come previsto dal programma. Il viaggio è stato confermato dopo l’intervento per l’asportazione di un adenocarcinoma polmonare.

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Il ritorno alle attività

Secondo Rossana Berardi, presidente eletta dell’Associazione italiana di oncologia medica, la decisione potrebbe indicare che i medici abbiano giudicato compatibili lo spostamento e gli impegni con le condizioni del Pontefice. «La possibilità di viaggiare e affrontare impegni prolungati dipende dal recupero della singola persona e va esaminata insieme agli specialisti», ha spiegato l’oncologa.

Berardi ha però ricordato che pazienti sottoposti alla stessa operazione non seguono necessariamente tempi identici. A suo giudizio, l’attività prevista per Leone XIV non dovrebbe comportare uno sforzo eccessivo per l’organismo. «Questo viaggio può diventare un segnale di fiducia, speranza e ritorno alla vita dopo la malattia», ha aggiunto.


Controlli prima della partenza

La specialista considera prudente l’eventuale presenza di personale sanitario al seguito, anche se non si tratta di una prescrizione automatica. La scelta dovrà dipendere dalle indicazioni dei medici che assistono il Papa e dall’analisi delle sue condizioni.

Tra gli elementi da controllare figurano la capacità respiratoria, il pericolo di tromboembolia e le eventuali difficoltà associate al trasferimento. Anche le pause e il riposo durante il tragitto e nelle diverse destinazioni dovranno essere organizzati con attenzione.

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Volo e altitudine in Perù

Un ulteriore aspetto riguarda la durata del volo intercontinentale. Nel programma è compresa Cusco, città peruviana collocata a circa 3.400 metri sul livello del mare, un’altitudine che richiede una valutazione specifica dopo un intervento al polmone.

«Il viaggio aereo di lunga durata e la permanenza in quota devono essere considerati in rapporto alla situazione clinica e alla capacità di affrontare lo spostamento», ha osservato Berardi. Il recupero, ha precisato, varia in base allo stato generale di salute, alla funzionalità respiratoria e all’evoluzione della convalescenza.


Il parere dell’oncologa

Berardi ha commentato la conferma della trasferta a margine del congresso della Società europea di oncologia medica, in corso a Madrid e in chiusura oggi. È ordinaria di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche e dirige la Clinica Oncologica dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche.

L’oncologa ha ricordato che l’asportazione di un lobo polmonare non esclude automaticamente una vita attiva né la ripresa dei progetti personali. Nel caso del Pontefice, ha sottolineato, il via libera alla partenza deve essere arrivato dopo un esame clinico accurato da parte dell’équipe che lo segue.

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