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Attualità 1 min di letturaAggiornato 1 ora fa

Legge sul fine vita, il governo ricorre contro il Veneto

Il Consiglio dei ministri ha contestato davanti alla Corte costituzionale la norma approvata a settembre dalla Regione

Aggiornamento delle 20:36

L’impugnazione della legge veneta segue analoghi ricorsi del governo contro le norme approvate in Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna. Il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Riccardo Barbisan, ha detto di non temere rilievi di costituzionalità e ha sostenuto che il giudizio della Consulta potrà chiarire i limiti delle competenze regionali. Per il capogruppo del Pd Giovanni Manildo, la decisione conferma invece una divisione profonda nella maggioranza di governo.

Aggiornamento delle 19:17

Il presidente del Veneto Alberto Stefani ha difeso la legge, sostenendo che gli emendamenti orientati al favor vitae la distinguono dalle norme regionali già esaminate dalla Consulta. A suo giudizio, per questo motivo, il provvedimento supererà il vaglio della Corte costituzionale.

Aggiornamento delle 19:02

Dubbi sull’impugnazione sono stati espressi anche da Forza Italia. Il vicepremier Antonio Tajani ha chiesto che il Parlamento approvi una disciplina nazionale sul fine vita, evitando norme regionali divergenti.

Aggiornamento delle 18:32

Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, ha detto di rispettare il ricorso del governo alla Consulta, definendolo una prerogativa costituzionale. Ha però confermato il proprio sostegno alla legge regionale sul suicidio medicalmente assistito.

Il governo ha impugnato davanti alla Corte costituzionale la legge del Veneto sul suicidio medicalmente assistito. La decisione è stata assunta dal Consiglio dei ministri giovedì 5 novembre.

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La decisione del Consiglio dei ministri

Il provvedimento regionale disciplina tempi e procedure per l’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito. La norma era stata approvata lo scorso settembre dal Veneto, la prima Regione amministrata dal centrodestra ad adottare una legge sul fine vita.

A guidare la Regione è Alberto Stefani, esponente della Lega. L’impugnazione apre così un conflitto istituzionale tra il governo e un’amministrazione regionale di centrodestra sul tema dell’assistenza al suicidio.

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Le posizioni nella Lega

Il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli ha votato contro il ricorso. Secondo la sua posizione, la legge veneta avrebbe natura ordinamentale e si limiterebbe a fissare indicazioni operative nel rispetto delle norme già vigenti.

Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, secondo quanto emerso, non ha preso parte né al confronto né alla votazione in Consiglio dei ministri. La decisione finale è quindi arrivata senza la sua partecipazione.

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