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Attualità 3 min di lettura46 min fa

Lega, il voto che riapre la partita: Salvini sfida Garavaglia

A Milano il congresso straordinario mette a confronto la linea nazional-sovranista del segretario uscente e il progetto federalista del candidato lombardo

La conferma di Matteo Salvini appariva inizialmente quasi scontata, ma la candidatura di Massimo Garavaglia ha trasformato il congresso della Lega in un confronto politico vero. A Milano i delegati sono chiamati a scegliere non soltanto il segretario, ma anche quale identità dare al partito dopo mesi di tensioni interne.

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Garavaglia riapre una sfida inattesa

I lavori sono stati convocati da Salvini dopo l’annuncio fatto a Pontida, con l’obiettivo di chiudere la stagione delle contestazioni nate nell’area nordista. In questo fronte si sono ritrovati, tra gli altri, il governatore lombardo Attilio Fontana, il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti: una componente favorevole a rilanciare il tema settentrionale e a rendere più condivisa la guida della Lega.

Nessuno dei principali esponenti critici aveva scelto di correre contro il segretario uscente, anche perché i 705 delegati — 400 eletti e gli altri titolari di incarichi istituzionali — sono gli stessi che lo avevano sostenuto in modo massiccio l’anno precedente. Garavaglia ha però raccolto le 80 firme necessarie per presentare la candidatura, ottenendo anche quelle di Fontana e Romeo, tra i dirigenti più distanti dalla linea di Salvini.


Salvini punta su una Lega compatta

Il segretario difende un partito capace di agire sia all’opposizione sia nelle istituzioni, come sintetizza lo slogan scelto per il congresso: “Lega di lotta e di governo”. La sua impostazione resta nazional-sovranista: autonomia all’interno dell’Italia e difesa della sovranità in Europa, con una posizione alternativa ai vertici comunitari e al Partito popolare europeo.

Sicurezza e pensioni sono gli altri assi della strategia politica. Salvini intende mantenere il progetto di “quota 64”, anche se questo potrebbe entrare in tensione con la disciplina dei conti pubblici, e ha lasciato intendere che senza interventi sulla previdenza la Lega potrebbe non sostenere la manovra. Dopo il congresso chiede inoltre una formazione unita, senza polemiche pubbliche né correnti riconosciute: “un partito compatto e unito, capace di parlare con una voce sola”.

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Il progetto territoriale di Garavaglia

Garavaglia, ex ministro del Turismo e presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, propone invece di riportare al centro il federalismo, il radicamento locale e una visione liberale. La sua idea è quella di una forza pragmatica, non legata agli schemi tradizionali tra destra e sinistra e rivolta a un elettorato più ampio di quello abitualmente associato alla destra radicale.

Il candidato indica nelle piccole e medie imprese e nelle partite Iva i destinatari prioritari dell’azione politica, senza rinunciare a una sensibilità più aperta sui temi sociali e sui diritti civili. Immigrazione irregolare, criminalità e sicurezza restano elementi centrali, ma Garavaglia sostiene che la missione originaria della Lega debba tornare a essere la rappresentanza dei territori e di chi produce ricchezza e occupazione.


Delegati al voto segreto

La prima giornata è dedicata agli interventi dei delegati. Il giorno successivo parleranno i due candidati alla segreteria, prima della votazione a scrutinio segreto.

Il risultato dovrebbe confermare Salvini, ma il numero di consensi raccolto da Garavaglia offrirà una misura del peso della componente federalista e delle richieste di rinnovamento emerse nel partito.

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