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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Lavoro Usa, 165mila assunzioni a ottobre: disoccupazione al 4,1%

Il dato supera le previsioni e rafforza l’ipotesi di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a dicembre

Il mercato del lavoro statunitense ha creato 165mila posti a ottobre e il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1%. Il risultato ha superato le previsioni e rende più probabile un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve a dicembre.

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Un mercato vicino alla piena occupazione

Il dato di ottobre ha sorpreso gli economisti, che avevano stimato 65mila nuove posizioni nel settore non agricolo. Il rapporto ha inoltre rivisto al rialzo di 84mila unità il totale dei posti creati tra agosto e settembre.

La riduzione della disoccupazione, dal 4,2% di settembre al 4,1%, è arrivata nonostante 421mila persone siano entrate nella popolazione attiva. Nei giorni scorsi era emerso anche un aumento dei posti vacanti a settembre, accompagnato da licenziamenti ancora molto contenuti.

Secondo Carl Weinberg, capo economista di High Frequency Economics, l’economia americana è ormai in una situazione di piena occupazione o molto vicina a quel livello. L’esperto ha previsto che la Federal Reserve possa concentrare l’attenzione sul rischio di una domanda di lavoro superiore all’offerta.


I settori con più assunzioni

A guidare la crescita sono stati i servizi professionali e alle imprese, con 70mila nuovi posti. Il dato è nettamente superiore alla media mensile di 15mila unità registrata negli ultimi dodici mesi.

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La sanità ha aggiunto 42mila occupati, mentre trasporti e magazzinaggio hanno registrato 25mila posizioni in più. L’industria manifatturiera ha invece segnato un incremento di 19mila posti, distribuiti tra computer e prodotti elettronici, macchinari e metalli primari.


Le conseguenze per i tassi

La solidità dell’occupazione, insieme alla crescita dei posti disponibili, alimenta i timori di un possibile surriscaldamento del mercato del lavoro. Finora gli economisti e gli esponenti della Federal Reserve avevano escluso che il mercato occupazionale rappresentasse un rischio rilevante per l’inflazione.

Gli aumenti registrati nei comparti legati alla tecnologia e alla manifattura potrebbero essere collegati anche allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Incrementi più limitati hanno interessato il commercio al dettaglio, le attività finanziarie e la pubblica amministrazione.

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